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Andreas Rigling

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Dinamica del bosco
Zürcherstrasse 111
CH - 8903 Birmensdorf

Tel: +41 44 739 25 93
Fax: +41 44 739 22 15

Articolo

Autore/i: Andreas Rigling, Hans Peter Schaffer (Editori)
Redazione: WSL, Svizzera
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Rapporto forestale 2015: Stato e utilizzazione del bosco svizzero

Rapporto forestale 2015

Il Rapporto forestale fornisce informazioni sullo stato del bosco svizzero. I dati provengono da un esteso monitoraggio forestale che si è costituito negli scorsi decenni e che permette un’analisi approfondita della situazione attuale. La presenta pubblicazione fornisce uno sguardo sul bosco svizzero, considerato in tutte le sue sfaccettature e rappresenta un’opera di consultazione sia per gli addetti ai lavori che per i non esperti.

Come sta il bosco svizzero? Quali sono le prestazioni che fornisce? E come valutare la sostenibilità delle risorse forestali? Il Rapporto forestale 2015, redatto da specialisti in ambito scientifico e pratico, approfondisce tali questioni. Fornisce informazioni sul bosco, in tutte le sue sfaccettature ed evidenzia le tendenze evolutive rispetto all’ultimo Rapporto forestale del 2005.

Le risposte variano in funzione dell’oggetto specifico delle domande e descrivono lo stato del bosco di protezione, l’evoluzione della biodiversità o il risultato dell’economia forestale. Il presente rapporto permette due conclusioni generali.

  1. Lo stato del bosco non ha mai carattere statico, poiché si adegua costantemente alle mutevoli condizioni ambientali. Questo mutamento, non sempre facilmente riconoscibile per l’occhio umano, è presentato in modo efficace nel rapporto grazie all’osservazione di lungo periodo.
  2. Le autrici e gli autori giudicano, complessivamente e per il momento, come relativamente buono lo stato del bosco svizzero. Tuttavia, conoscendo i cambiamenti del passato e le grandi sfide che si delineano per il futuro, si pone la questione: sarà così anche nei prossimi dieci anni, o stiamo al momento osservando la calma che precede la tempesta? Alcune delle sfide incombenti sono già percettibili. Tra queste figurano il cambiamento climatico oppure organismi nocivi pericolosi e finora sconosciuti qui da noi. Il passato dimostra inoltre che possono sempre sorgere nuovi pericoli, che per il momento non sono considerati.

Dati di base

Il Rapporto forestale 2015 analizza come lo stato del bosco svizzero si sia evoluto dalla pubblicazione dell’ultimo Rapporto forestale 2005. Entrambi i rapporti si basano sugli indicatori di Forest Europe. I risultati sono dunque direttamente paragonabili tra loro e possono essere comparati anche con altri documenti internazionali. I risultati delle misurazioni degli indicatori consentono una valutazione per definire se il bosco svizzero è gestito in modo più o meno sostenibile. Ciò presuppone la disponibilità di serie pluriennali di dati sullo stato dell’ecosistema bosco. Queste informazioni hanno origine da un vasto monitoraggio del bosco svolto già a partire dagli anni Ottanta. Inoltre è necessario definire gli obiettivi a lungo termine, che la Confederazione ha fissato nella Politica forestale 2020.

RISULTATI SELEZIONATI

1) Risorse

Il bosco svizzero copre circa un terzo della superficie nazionale. Nello spazio alpino la superficie fore- tale aumenta da 150 anni, tanto che dal Rapporto forestale del 2005 si è estesa del 7 per cento. In molte aree i boschi sono diventati più densi. La provvigione legnosa è aumentata del 3 per cento, seppure in misura ridotta rispetto al periodo precedente. Nell’Altipiano è addirittura diminuita, soprattutto per quanto concerne l’abete rosso, che ha perso quasi un terzo del volume. Con l’incremento della prov- vigione è aumentata anche la funzione di serbatoio (o pozzo) di CO2.

   
Sviluppo della superficie forestale  
Fig. 1 - La superficie forestale si è sviluppata con differenze regionali. Tra il 1985 e il 2013 è rimasta costante sull’Altipiano e nel Giura, aumentando però nello spazio alpino. Fonte: IFN
 
   
Distribuzione delle riserve di carbonio nel bosco  
Fig. 2 - Distribuzione delle riserve di carbonio nel bosco. Il suolo forestale e i fusti accumulano il 75 % delle riserve. Fonti: LFI 2009/2013; Nussbaum et al. 2012  
   

2) Stato fitosanitario

Dal 2005 il bosco svizzero è stato risparmiato da tempeste devastanti. Gli apporti atmosferici di zolfo si sono ulteriormente ridotti. Per contro l’equilibrio dei nutrienti continua ad essere disturbato dagli elevati apporti di azoto e dalla crescente acidificazione del suolo. Nella media pluriennale la trasparenza della chioma e il tasso di mortalità sono stabili, però con forti aumenti temporanei a causa di siccità e infestazioni da insetti. Dal 2005, il tasso di introduzione di specie esotiche animali, vegetali e funghi è nettamente aumentato. I progressivi cambiamenti climatici rappresentano una sfida crescente per il bosco e l’economia forestale.

   
Stickstoffeinträge in Schweizer Wälder  
Fig. 3 - Gli apporti di azoto nei boschi svizzeri si situano tra 5 e 65 kg N/ha/anno. I valori limite per gli ecosistemi forestali sono di 5–20 kg N/ha/anno. Fonte: UFAM/Meteotest  
   
Quantità di legname bostricato e numero di focolai in Svizzera  
Fig. 4 - Bostrico tipografo (Ips typographus): quantità di legname bostricato e numero di focolai in Svizzera dal 1991 al 2012. Fonte: Servizio fitosanitario per il bosco svizzero  
   

3) Utilizzazione

Rispetto al Rapporto forestale 2005, sia l’incremento del legno, sia la provvigione legnosa hanno conti- nuato ad aumentare, mentre la quantità di legname venduto è diminuita. Nello stesso periodo è diminuita la raccolta di legname d’opera e da industria, mentre quella della legna da energia è aumen-tata. Nel bosco, oltre al legno, sono raccolti e utilizzati altri prodotti non legnosi come il miele, la carne di selvaggina o i funghi. Tra i prodotti non legnosi spicca il crollo delle castagne: la sua raccolta ha subito un vero e proprio crollo a seguito dell’infestazione da parte del cinipide galligeno. In Svizzera l’utilizzazione del bosco è regolata dalla legge forestale. La pianificazione forestale la adotta e garantisce la continuità di tutte le funzioni del bosco.

   
Utilizzazione legnosa in Svizzera per specie arborea principale  
Fig. 5 - Utilizzazione legnosa in Svizzera per specie arborea principale. Fonte: IFN 2009/13  
   
Percentuale del valore stimato di prodotti non legnosi  
Fig. 6 - Percentuale del valore stimato di prodotti non legnosi raccolti in un anno. Il valore stimato dei 5 prodotti non legnosi più importanti ammonta a circa 87 milioni di franchi. Fonte: Limacher e Walker 2012
 
   

4) Biodiversità

Il bosco ha un ruolo centrale per la conservazione della biodiversità in Svizzera. Rispetto all’ultimo Rapporto forestale 2005 sono già state istituite circa la metà delle riserve forestali pianificate entro il 2030, e le popolazioni di uccelli legate ai boschi, quelle dei grandi predatori e degli ungulati sono aumentate. Nonostante questi sviluppi positivi, rimangono ancora alcuni deficit. A bassa quota, ad esempio, boschi radi e fasi avanzate di sviluppo del bosco con alberi vecchi e legno morto sono rari e, complessivamente, il numero delle specie minacciate non è diminuito.

   
Percentuali riferite al numero di fusti delle specie arboree  
Fig. 7 - Percentuali riferite al numero di fusti delle specie arboree nel bosco svizzero. Le conifere rappresentano più della metà di tutte le specie arboree. Dal 1995 è aumentata leggermente la diversità delle specie arboree e in modo percettibile la percentuale delle latifoglie. Fonte: IFN 2009/13  
   
Volume medio di legno morto per regione economica  
Fig. 8 - Volume medio di legno morto per regione economica nel bosco svizzero. Secondo l’IFN nell’arco di tempo che va dal 1995 al 2013 il volume di legno morto è raddoppiato Fonte: IFN 2009/13  
   

5) Bosco di protezione

I boschi proteggono la falda freatica, quale importante risorsa d’acqua potabile, attraverso l’azione del suolo che trattiene le sostanze nocive lasciando filtrare in profondità l’acqua pulita. La qualità dell’acqua potabile proveniente dalle aree forestali è dunque buona. I boschi offrono alle persone anche la protezione dai pericoli naturali, come valanghe, caduta di sassi e colate detritiche. Con l’aumento della densità dei boschi, l’azione protettiva è migliorata rispetto al 2005. A lungo termine tale azione è però messa in forse dalla crescente mancanza di rinnovazione e dall’aumento della brucatura dei giovani alberi da parte degli ungulati selvatici.

   
Cause principali delle utilizzazioni forzate  
Fig. 9 - Cause principali delle utilizzazioni forzate effettuate tra il 1995 e il 2006. Queste cosiddette utilizzazioni forzate corrispondono a circa un quarto dell’utilizzazione annua complessiva. Si presentano tuttavia a intervalli irregolari e con portate differenti. Fonte: LFI 2004/06  
   

6) Socioeconomia

Il criterio di socioeconomia rappresenta il rapporto tra l’economia forestale e del legno e la società, ponendo in primo piano gli aspetti economici e sociali della gestione forestale sostenibile in Svizzera. Dall’ultimo Rapporto forestale del 2005, l’importanza e l’interdipendenza di questi aspetti ha continuato a crescere in modo evidente, come ad esempio nel caso dell’influsso della popolazione sulla gestione del bosco. I conflitti legati alle utilizzazioni diventano in misura crescente causa e conseguenza. La pro-duzione di legname e le prestazioni fornite dal bosco, come la protezione o lo svago, sono considerate in modo sempre più integrale, con la prima che torna a guadagnare importanza. Questa evoluzione è in parte causata dalla svolta energetica, ma anche dalla situazione economica generalmente difficile degli imprenditori e dei partner dell’economia forestale svizzera.

   
Contributi federali versati all’economia forestale  
Fig. 10 - Contributi federali versati all’economia forestale dal 1972 al 2012 in milioni di franchi. Fonte: UST e UFAM 2013. Cliccare sull'immagine per ingrandire.  
   

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