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Autore/i: Roland Engesser
Redazione: WSL, Svizzera
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Contagio di funghi su depositi irrigati di legname tondo

Osservazioni fatte in Germania dopo la tempesta "Vivian" del 1990 riferiscono di singoli casi di attacchi di marciumi provocati dal fungo Armillaria, dopo 3 anni di irrigazione del legname. Anche in Svizzera su una catasta di legname irrigato è stata rilevata la presenza di Armillaria.

Schwarze Demarkationslinien im befallenen Holz
Figura 1 - Linee di demarcazione scure su legname infettato
 
Splintholzverlust nach dem Entrindungsprozess
Figura 2 - Asportazione di porzioni di alburno durante il processo di scortecciatura meccanica dei tronchi.
 
 Foto: Roland Engesser (WSL)

Dopo la tempesta Vivian del febbraio 1990 in Svizzera si à affermata la pratica di depositare legname tondo in corteccia, irrigandolo artificialmente. Se depositato ed irrigato in modo corretto il legname viene in genere preservato da danni provocati da insetti o da funghi. In genere gli addetti ai lavori ritengono che questo metodo sia idoneo per conservare il legname in tronchi, senza che esso perda le sue qualità principali, durante un periodo che va dai 4 fino a 6 mesi. Solamente in Germania si sono fatte osservazioni che divergono da questa opinione.

Sulla base di queste esperienze positive anche dopo la tempesta Lothar del 1999 una parte del legname da infortunio di conifere è stato depositato in tronchi ancora provvisti di corteccia, accatastando ed irrigando il legname per un periodo sufficientemente lungo per evitare di saturare il mercato del legname svizzero.

Verso la fine del 2002, dunque dopo una fase di messa in deposito durata 3 anni, una parte del legname accatastato in diverse parti della Svizzera è stato analizzato per rilevarne la presenza dell’Armillaria, un fungo decompositore del legname. Nel dicembre 2002 in collaborazione con l’Antenne Romande del WSL sono state esaminate alcune cataste di legname irrigato del Canton Vaud. Dopo tre anni dalla tempesta si è iniziato a prelevare tronchi da un deposito di 25'000 m3 di legname di abete rosso. In alcune parti della catasta si sono osservati attacchi di Armillaria che comprendevano interi gruppi di tronchi. Sotto la corteccia ancora aderente ai tronchi, la presenza di alcuni miceli biancastri a forma di ventaglio e quella di diversi rizomorfi neri lungo i tronchi e di macchie scure sul legname indicavano in modo inequivocabile la presenza di questo fungo xylofago (figura 1). Le analisi di laboratorio e l’isolazione del micelio hanno confermato effettivamente che si trattava di Armillaria, nome scientifico del fungo in italiano comunemente conosciuto con il nome di "chiodino".

La precocità del contagio di Armillaria su tronchi costantemente irrigati ed anche l’estensione dell’infezione hanno sorpreso gli specialisti ed hanno permesso di raccogliere conoscenze ed esperienze fino ad allora sconosciute. Sulla base delle prime acquisizioni, nei casi più sfavorevoli è lecito ipotizzare infezioni iniziali di Armillaria già dopo 2 anni dalla messa in deposito dei tronchi.
Gli effetti negativi di questo marciume, che colpisce in prevalenza l’alburno, sono evidenti specialmente durante i processi di scortecciamento dei tronchi eseguiti in segheria. Sui tronchi attaccati da Armillaria a seguito di questa operazione non si stacca unicamente la corteccia, ma anche parti importanti di alburno colpite dal fungo (figura 2).

Corpi fungini quali indicatori della qualità dell’irrigazione del legname

Sulle basi delle conoscenze attuali i tronchi irrigati in modo corretto vengono attaccati unicamente dall’Armillaria, mentre altri funghi che degradano il legname non sono in grado di svilupparsi.
Se sul legname accatastato ed irrigato si osservano frequentemente i corpi fruttiferi di altri funghi che degradano il legname, questo significa che i funghi erano presenti già alla messa in deposito di questi tronchi. I corpi fruttiferi si trovano di preferenza sulle sezioni frontali dei tronchi. Questa presenza è anche un chiaro sintomo di errori nel regime di irrigazione dei tronchi, ad esempio di un inizio dell’aspersione di acqua troppo tardivo, vale a dire dopo i periodi caldi che possono subentrare anche durante la stagione invernale. Un simile attacco di funghi è comunque possibile anche se l’irrigazione è eseguita correttamente, ad esempio laddove le estremità dei tronchi colpite sono protette da tronchi sovrastanti, che impediscono la completa irrigazione del legname e favoriscono un’essiccazione delle estremità dei tronchi.

Raccomandazioni

Sulla base delle esperienze fatte finora, diversi sono i provvedimenti che possono prevenire i danni di funghi sul legname accatastato ed irrigato:

  • Il legname abbattuto dalla tempesta dovrebbe essere allestito e messo in deposito rapidamente. Se i tronchi rimangono a lungo in bosco, esiste il rischio di un infezione di funghi e di trasmettere questi al legname sano messo in deposito.
  • Non dovrebbero essere messi in deposito tronchi di piccole dimensioni. Nei depositi irrigati l’Armillaria danneggia infatti praticamente solo la porzione esterna del legno (l’alburno): in questi casi il deprezzamento del legname è quindi elevato specialmente su tronchi con diametri piccoli.
  • Il rischio di danni da Armillaria può essere ridotto depositando tronchi già scortecciati, oppure creando cataste in luoghi situati ad altitudini superiori ai 1’000 m. s.l.m.
  • Se nello stesso luogo viene depositato legname di conifere per diversi anni, dopo ogni sgombero è necessario ripulire il piazzale dai resti di corteccia e di legno contagiati da funghi.

In nessun modo il legname depositato deve essere trattato con prodotti fungicidi, poiché essi vengono dilavati rapidamente durante l’irrigazione e possono causare inquinamento delle acque di falda. Inoltre i funghi dannosi spesso si sviluppano sotto la corteccia o all’interno del legno e in tal modo si sottraggono all’effetto preservante dei prodotti fungicidi.

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