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Daniel Rigling

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Fitopatologia
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Articolo

Autore/i: Ursula Heiniger
Redazione: WSL, Svizzera
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I rischi per gli alberi forestali connessi con le malattie fungine introdotte

Tra le specie viventi autoctone e le malattie che esse ospitano, nel corso dell’evoluzione si è stabilito un certo equilibrio. Allorquando organismi patogeni vengono introdotti in nuove regioni ove sono presenti piante potenzialmente ospitanti, è possibile che essi inizino a svilupparsi in modo epidemico. Alcune di queste malattie epidemiche sono fortemente connesse con la storia dell’umanità.

Ulmenwelke
Figura 1 - La grafiosi dell’olmo, detta anche Malattia olandese dell’olmo, è provocata dal fungo patogeno Ophiostoma ulmi.
Foto: Servizio svizzero fitosanitario (WSL)
 
Stroben-Blasenrost
Figura 2 - La ruggine vescicolare del pino strobo (Cronartium ribicola) appartiene alla categoria dei funghi uredinali (ruggini). Per completare il suo ciclo esso ha bisogno di un ospite intermedio obbligato. Le piante che, durante una fase di sviluppo intermedia, ospitano la ruggine vescicolare appartengono alle varietà coltivate di Ribes e Uva spina.
Foto: Sezione fitopatologia (WSL)

Sia le piante selvatiche che quelle coltivate dall’uomo ospitano un gran numero di organismi, vettori di malattie fungine. Sulle specie vegetali originarie della stessa zona le malattie hanno generalmente un decorso piuttosto attenuato, poiché durante la loro evoluzione si è stabilito un certo equilibrio tra le specie vegetali indigene e le malattie che esse ospitano.

Allorquando degli organismi patogeni vengono introdotti in nuove regioni nelle quali non erano presenti, le nuove piante ospitanti spesso non possiedono mezzi di difesa e quindi non è da escludere che possono svilupparsi delle epidemie. Alcune di queste epidemie hanno scritto la storia dell’uomo. Così quando il marciume della patata, causato dal fungo Phytophthora infestans, nel 1845 venne introdotto in Irlanda, le coltivazioni di patate vennero distrutte in pochissimo tempo, provocando una della più gravi carestie che l’uomo abbia mai conosciuto, indigenza che provocò una grande ondata di emigrazione. Anche gli alberi forestali non sono immuni da epidemie fungine minacciose (vedi tabella 1).

L’introduzione di una malattia che colpisce gli alberi può avere grandi ripercussioni a livello paesaggistico. Così, ad esempio, il cancro della corteccia del castagno (Cryphonectria parasitica) su un arco di tempo di soli 30 anni è stato capace di annientare quasi totalmente il Castagno americano (Castanea dentata), specie arborea che, nella catena degli Appalacchi, prima dell’avvento devastante dell’epidemia costituiva un quarto del soprassuolo forestale. La Grafiosi dell’Olmo (Ophiostoma ulmi e O. novo-ulmi, vedi figura 1) fu in grado di uccidere all’incirca 30 milioni di olmi nel territorio del Regno unito e diverse centinaia di milioni alberi dello stesso genere nel Continente nordamericano: non solo alberi forestali, ma anche piante cresciute all’interno dei boschetti di campagna e nei parchi cittadini.

La ruggine vescicolare del Pino strombo (Cronartium ribicola, vedi figura 2) – un fungo introdotto accidentalmente nel Nord America assieme a semenzali provenienti dall’Europa – provocò devastazioni estese dei comprensori boschivi naturali del Pino strobo (P. strobus) impedendone a tutt’oggi l’utilizzo quale albero da rimboschimento, mentre in Europa il fungo responsabile della ruggine vescicolare è endemico sulle specie di pino europee provviste di cinque aghi (Pinus cembra e Pinus sibirica). Ceratocystis fimbriata f. sp. platani è il fungo che provoca il disseccamento del Platano, malattia detta anche Cancro colorato del Platano, che nel Sud della Francia e nel Nord Italia a partire dal 1970 ha portato alla morte un gran numero di esemplari di Platano ed attualmente in Svizzera ha raggiunto il Ticino meridionale ed il Cantone di Ginevra.

Una volta che una malattia delle piante di tipo crittogamico si è stabilita in una regione non può più essere estirpata. Nel settore agricolo le malattie fungine vengono combattute con sostanze chimiche oppure se ne previene la diffusione tramite rotazione delle culture o la selezione e la coltivazione di varietà di piante resistenti. Sugli alberi forestali caratterizzati da una grande longevità queste strategie non sono applicabili e sarebbero comunque poco efficaci. Per questo motivo si cerca con tutti i mezzi di impedire l’importazione di nuove malattie.

Le nuove malattie fungine introdotte e recentemente segnalate in Svizzera

  • Nel 1986 il cancro corticale del castagno, da decenni presente al Sud delle Alpi, compare anche in diverse zone della Svizzera nordalpina.
  • Il Fuoco batterico, una malattia batterica (Erwinia amylovora) molto pericolosa che colpisce le piante con il nocciolo è stato reperito in Svizzera per la prima volta nel 1989. Dal 1994 si sta fortemente diffondendo e fino alla fine del 2005 nella Svizzera tedesca aveva già colpito oltre 45'000 alberi di melo e di pero ad alto fusto.
  • Ceratocystis fimbriata f. sp. platani, una malattia fungina considerata come assai pericolosa, nel 1986 venne osservata per la prima volta nel Cantone Ticino. C. fimbriata f. sp. platani – da lungo tempo conosciuta negli USA – dopo il 1945 iniziò a diffondersi nel Sud della Francia a partire da Marsiglia. Tra il 1960 ed il 1972 a il 13% di tutti i Platani presenti a Marsiglia perirono, vittime di questo patogeno virulento. Proveniente dalla Francia, nel 2001 il fungo che provoca il Cancro colorato del Platano si è insediato anche nel Cantone di Ginevra, dove è stato osservato in tre diverse zone.
  • Probabilmente meno pericoloso è l’Oidio dell’ippocastano (Erysiphe flexuosa), la cui presenza in Europa è stata censita per la prima volta nel 1999 in Germania e nella Svizzera occidentale. In maniera piuttosto rapida essa si è diffusa nei Cantoni dei Grigioni (Landquart) e del Vallese (Briga).
  • Scirrhia acicola Dearn. (Siggers), un agente del seccume fogliare (imbrunimento Lecanosticto degli aghi del Pino), in base all’Ordinanza svizzera sulle Protezione delle piante è considerato come un organismo da „messa in quarantena“. Nel nostro Paese esso è stato rilevato per la prima volta nel 2001 su un esemplare di Pino montano piantato in un giardino della Svizzera centrale.
  • La Morte improvvisa delle Querce – SOD (Sudden Oak Death), una malattia che a partire dal 1995 si sta diffondendo dalla Regione costiera di San Francisco (California, USA) verso l’interno, provocando una estesa moria delle querce. Una Regione lunga oltre 300 km è attualmente colpita, mentre a partire dal 2001 focolai di infezione sono stati reperiti oramai anche nello Stato dell’Oregon. Sono colpiti specialmente le foglie ed i giovani germogli di diverse specie appartenenti al Genere Quercus. Spesso gli alberi colpiti muoiono in pochissimo tempo, con un andamento virulento che ne ha suggerito l’appellativo di "morte improvvisa della quercia". Il fungo patogeno responsabile Phytophthora ramorum è stato osservato per la prima volta in Svizzera nel 2004. Fino ad oggi da noi fortunatamente esso è stato ritrovato unicamente nei vivai con coltivazioni di Palle di neve (genere Viburnum) e di Rododendro.

Dalla pubblicazione di questo articolo sono state introdotte in Svizzera altre malattie. Naturalmente, va menzionata in particolare quella del deperimento del frassino.

Malattie fino ad oggi non ancora rinvenute in Svizzera

  • Ceratocystis fagacearum (fungo responsabile del disseccamento foliare delle querce): Negli USA a partire dal 1928 questo patogeno delle querce si diffuse dallo Stato del Minnesota fino al Texas e al Tennessee. Considerato che il gruppo delle cosiddette “querce bianche” negli Stati Uniti era considerato più resistente alla malattia, a lungo gli specialisti hanno creduto che le querce europee appartenenti allo stesso gruppo, Quercus petraea (rovere) e Quercus robur (farnia), non potessero essere minacciate. Purtroppo le osservazioni effettuate sul campo dimostrarono che la sensibilità delle querce europee era simile e quella delle querce nord-americane.
  • Phytophthora dell’ontano: Dal 1993 in Inghilterra viene osservata una moria diffusa di alberi di Ontano, causato da una specie sconosciuta di Fitoftora. Nel 1996 la presenza questa nuova specie è stata rilevata anche in Francia, dove sembra essere presente lungo tutti i fiumi principali. Anche in Austria, Danimarca, Germania, Olanda, Belgio, Svezia, Ungheria e in Italia il fungo patogeno responsabile di questa moria è stato identificato. Fino ad oggi in Svizzera non si hanno segnalazioni in questo senso.
Tabella 1 - Esempi di malattie fungine importate che minacciano la sopravvivenza di specie arboree in boschi e parchi, in grado pertanto di provocare importanti mutamenti ecologici e paesaggistici.
fungo patogeno malattia genere o specie arborea colpita Paese anno/periodo d’introduzione
Cryphonectria parasitica Cancro corticale del castagno Castanea dentata

C. sativa

USA

Europa

1904

1938

Ophiostoma ulmi Grafiosi dell’olmo Ulmus Europa circa dal  1910
Ophiostoma novo-ulmi Nuova Grafiosi dell’olmo Ulmus
Europa circa dal  1975
Ceratocystis fimbriata f. sp. platani Cancro colorato del Platano Platanus Francia circa dal  1960
Cronartium ribicola Ruggine vescicolare del pino strobo Pinus strobus USA
1906

Prospettive future

Una volta introdotti in una nuova regione i funghi patogeni responsabili di malattie delle piante non possono più essere estirpati, motivo per il quale è assolutamente importante impedirne l’importazione. Considerato che le spore di diversi funghi sono disseminate dal vento, anche prendendo provvedimenti di tipo fito-sanitario assolutamente rigorosi, il contenimento di una malattia ha un’efficacia molto parziale. A seguito dell’aumento degli scambi commerciali su scala mondiale il rischio di introdurre in una regione nuove malattie assieme a piante vive, alla terra presente in container, ma anche su calzature sporche oppure su prodotti ed imballaggi di legno, tende ad aumentare.

Anche eseguendo ispezioni e controlli delle merci purtroppo non è possibile accertare la presenza di tutti gli organismi potenzialmente patogeni. Le piante sono a volte contagiate solamente in moto latente e le malattie quindi non sono ancora visibili ad uno stadio iniziale. Un pericolo è poi rappresentato dai patogeni fino al quel momento non riconosciuti come malattie, poiché nelle loro regioni o Paesi di origine si trovano in equilibrio con la pianta ospitante, sulla quale non provocano danni significativi. Se introdotto in una nuova Regione è tuttavia possibile che un fungo incontri piante ospitanti particolarmente vulnerabili, come è stato il caso per il Cancro della corteccia del Castagno, malattia che nelle regioni asiatiche, sulle specie asiatiche di castagno sulle quali era endemico, non provocava nessun danno rilevante.

Il rischio che nuovi focolai di infezione divampino viene oltretutto amplificato dai mutamenti delle condizioni ambientali. Il riscaldamento del clima può favorire la diffusione di organismi patogeni che prediligono il caldo ed inoltre, la presenza di condizioni di stress ambientali provocati ad esempio da periodi prolungati di siccità, acque ristagnanti e fenomeni di acidificazione del suolo, potrebbero poi ridurre le capacità di difesa degli alberi.


  • Traduzione: Fulvio Giudici, Camorino

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