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Autore/i: Doris Hölling (WSL)
Redazione: WSL, Svizzera
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Il coleottero giapponese – una specie invasiva si avvicina alla frontiera svizzera

La Popillia japonica, il coleottero giapponese originario dell'Asia, si trova sulla rotta di avvicinamento per la Svizzera. La specie invasiva si è già insediata nei pressi di Milano. Da parte svizzera si sta facendo tutto il possibile per impedire "l'ingresso" di questo ospite indesiderato. Nel 2017 alcuni coleotteri sono stati catturati da alcune trappole posate a scopo precauzionale lungo il confine con l’Italia. Come si presenta questa specie invasiva, quali piante ospiti preferisce e quali provvedimenti possono essere adottati?

Fallenerstfund in der Schweiz
Fig. 1 -  Esemplare adulto di coleottero giapponese – catturato per la prima volta nel 2017 in Svizzera a Stabio da una trappola a feromoni.
Foto: Cristina Marazzi (SFito)
 
scarabeo giapponese
Fig. 2 -  Caratteristiche importanti del coleottero giapponese rispetto alle specie autoctone. Clicca sull’immagine per ingrandirla!
Foto: Cristina Marazzi (SFito)

La Popillia japonica – chiamato Coleottero giapponese – è originaria dell'Asia (Giappone, Cina del Nord, Russia orientale) e all'inizio del XX secolo è stato introdotto in Nord America, dove ha provocato danni considerevoli. In Europa, il coleottero è stato scoperto per la prima volta negli anni '70 nelle Azzorre, dove è stato in grado di insediarsi nonostante le misure di eradicazione prontamente adottate. Anche in Italia, questa specie invasiva è stata trovata nel 2014 vicino a Milano, all’interno del Parco del Ticino. Presumibilmente, il coleottero giapponese è stato introdotto per via aerea, attraverso l'aeroporto internazionale della Malpensa.

Da lì si è diffuso verso la Svizzera dove nel 2017 è stato catturato per la prima volta a Stabio, presso la frontiera con la Svizzera, con trappole ai feromoni appositamente posate a scopo preventivo (insetti catturati dalle trappole: 24 nel 2017 e 135 nel 2018). In Svizzera è considerato un organismo da quarantena e pertanto esiste l’obbligo di segnalazione e di intervento per ogni caso di infestazione.

Aspetto

I coleotteri adulti hanno una lunghezza da 8 a 12 mm e una larghezza di 5-7 mm e sono simili nell'aspetto ai comuni maggiolini indigeni presenti nei nostri giardini. La differenza principale consiste nella presenza, sul coleottero giapponese, di cinque ciuffi di peli bianchi su ogni lato dell’addome e di due ciuffi bianchi sull’estremità caudale (vedi Fig. 2), mentre il capo e il pronoto sono di color verde metallico appariscente. Le elitre sono di colore marrone ramato e non coprono completamente l'addome. Le femmine e i maschi possono essere differenziati grazie alla parte frontale delle zampe anteriori: femmina = speroni tibiali appiattiti, maschio = speroni tibiali rotondi. Inoltre, le femmine sono leggermente più grandi (vedi anche le figure 3-9 nella documentazione EPPO).

Le uova hanno un diametro di circa 1,5 mm, di colore da trasparente al bianco cremoso e vengono solitamente deposte in gruppi da 2 a 4 uova, fino a 10 cm di profondità nel terreno.

Le larve dei coleotteri giapponesi sono anch’esse color crema e sono provviste di setole che sul segmento addominale posteriore sono disposte a forma di V (vedi Figura 2 nella documentazione EPPO), caratteristica questa che le distingue chiaramente dalle comuni larve dei maggiolini. Anch’esse hanno la tipica sagoma ricurva a forma di C, con un capo bruno-rossiccio scuro provvisto di forti mandibole e un torace suddiviso in tre segmenti, ciascuno provvisto di un paio di zampe. Il loro sviluppo passa attraverso tre fasi:

  • L1 colore bianco, 1,5 mm, zampe, tipica forma a C delle larve, con una estremità che successivamente diviene più scura, lunghi peli marroni, setole disposte nella tipica forma a “V”.
  • L2 capo delle larve di 1,9 mm di larghezza e 2,2 mm di lunghezza
  • L3 dimensioni del capo: 3,1 mm di larghezza e 2,1 mm di lunghezza.

La pupa, inizialmente chiara (14 mm di lunghezza per 7 mm di larghezza), si scurisce durante la metamorfosi in coleottero.

Particolarità

Alarmverhalten
Fig. 3 - Tipico comportamento di allarme degli coleotteri adulti, che allargano le zampe.
Foto: Cristina Marazzi (SFito)

Una caratteristica particolare di questi coleotteri è il loro tipico comportamento di allerta quando si avvicina un nemico: rimangono rigidi mantenendo le zampe divaricate.

Biologia

Il coleottero giapponese di solito ha bisogno di un anno per completare lo sviluppo dallo stadio di uovo fino a quello di insetto adulto. Questo periodo può estendersi anche a due anni nelle regioni più fredde.

Le giovani larve si schiudono dopo due settimane dalle uova depositate nel terreno umido. Inizialmente esse sono poco mobili e si nutrono delle radichette delle piante vicine. Nel tardo autunno, si ritirano poi negli strati più profondi del suolo (25-30 cm di profondità, senza gelo), dove svernano nel terzo stadio larvale. In primavera, non appena la temperatura del suolo sale sopra i 10° C, le larve migrano verso gli strati superiori del suolo (da 2,5-10 cm di profondità), dove iniziano nuovamente a divorare le radici.

Dopo 4-6 settimane le larve si impupano e tra maggio e giugno si schiudono trasformandosi in coleotteri adulti. Il loro accoppiamento prende avvio immediatamente. Il periodo di involo principale dei coleotteri giapponesi si situa tra la metà di maggio e la metà di agosto. Le femmine depongono tra 40 e 60 uova, con accoppiamenti e successiva fase di ovideposizione ripetuti. Il suolo perfetto per la deposizione delle uova ha un'umidità del terreno medio-alta. Gli insetti adulti vivono da circa da 30 fino a 45 giorni.

Come si diffonde il coleottero

La propagazione del coleottero giapponese avviene principalmente tramite l’introduzione accidentale da parte dell’uomo mediante mezzi di trasporto, talvolta in seguito a voli di esplorazione da parte di singoli insetti. Inoltre, occasionalmente, si possono registrare anche dei voli di massa. La propagazione naturale dei coleotteri capaci di volare è compresa tra 3 e 24 km l'anno, con il raggio giornaliero che può raggiungere circa i 500 m. I coleotteri adulti sono attratti, tra gli altri, anche dagli essudati prodotti dalle piante.

Piante ospiti

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Fig. 4 - Foglia completamente divorata dal coleottero giapponese.
Foto: Cristina Marazzi (SFito)

Tra le piante ospiti del coleottero giapponese si contano più di 300 specie vegetali.

Le larve prediligono soprattutto le radici delle piante erbacee cresciute in prati umidi, ma anche quelle delle coltivazioni agricole come il mais oppure la soia.

Allo stadio di coleotteri adulti la Popillia si trova per contro su vari alberi forestali o colture agricole, dove si nutre di foglie, fiori e frutti. Tra questi troviamo: aceri, castagni, betulle, noccioli, platani, pioppi, salici, tigli, olmi e, tra le piante coltivate, specialmente i meli, gli alberi da frutto con nocciolo (drupacee), la vite, il mais, la soia, le fragole, le more, gli asparagi, il rabarbaro o le rose.

Danni

Causati nel terreno dalle larve alle radici:

larve che si nutrono principalmente di radici di piante erbacee, ma anche di quelle del mais, della soia, dei pomodori o delle fragole. Esse provocano danni importanti a colture o superfici erbacee e prative.

Causati da coleotteri fuori terra su foglie, frutti e fiori:

gli insetti adulti si riuniscono spesso aggregandosi in grandi gruppi sulle colture foraggere, dove iniziano a divorare dapprima le parti superiori delle piante. In casi simili si può osservare che essi rodono completamente singole piante intere, mentre le piante adiacenti non presentano praticamente nessun danno.
Sulle foglie, i coleotteri si nutrono principalmente del tessuto fogliare tenero che si trova tra le venature, le foglie infestate, mantenendo solo la rete delle nervature, assumono quindi il caratteristico aspetto scheletrico, per poi diventare marroni e cadere precocemente. Sui petali e sui frutti le tracce di rosure sono più irregolari.

Provvedimenti di controllo e di lotta

Per combattere efficacemente il coleottero giapponese, la sua presenza deve essere rilevata precocemente. Se la specie si è già insediata, la sua eradicazione ha scarse possibilità di successo.

Pheromonfalle
Fig. 5 -  Trappola a feromoni, posata a scopi preventivi al confine tra la Svizzera e l'Italia.
Foto: Cristina Marazzi (SFito)
  • Nelle aree a rischio possono essere posate trappole con feromoni (sostanze attrattive di tipo sessuale o vegetale). Inoltre le piante ospiti e il terreno dovrebbero essere monitorati visivamente, allo scopo di identificare e segnalare immediatamente ai Servizi fitosanitari cantonali eventuali indizi di infestazione o presenza di coleotteri. Se essi rilevano l’esistenza di una infestazione, vengono delimitate un'area contagiata e una zona cuscinetto circostante. Le popolazioni isolate possono essere controllate mediante catture di massa, utilizzando trappole provviste di attrattori. In caso di un attacco su un’ampia superficie, il ricorso a trappole con feromoni attrattivi non è tuttavia più idoneo.

  • Raccolta meccanica di coleotteri in caso di infestazioni più contenute.

  • In Svizzera l’impiego di insetticidi, come invece avviene attualmente negli Stati Uniti per combattere larve o coleotteri giapponesi, non è per contro autorizzato.

  • Più promettenti sono attualmente agenti di controllo biologico: organismi come nematodi parassiti, funghi o batteri entomopatogeni sono impiegati per lottare contro le larve del coleottero giapponese all’interno del terreno.
  • Durante un primo test di laboratorio Agroscope ha mostrato che alcuni funghi che vengono già utilizzati contro altri scarabidi come il maggiolino, il giugnolino o il maggiolino degli orti, sono efficaci anche contro il coleottero giapponese. Ulteriori indagini sono in corso, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'agricoltura, il Cantone Ticino e colleghi italiani. Su tale base si auspica valutare l’attuabilità pratica di questi metodi di lotta.
  • Rinunciare all’irrigazione dei campi di calcio, prati erbosi e terreni da golf nel periodo d’involo principale (riducendo l’attrattività durante la deposizione delle uova, poiché i terreni umidi vengono privilegiati).
  • Anche un’altezza di taglio dell'erba più alta può contribuire a contrastare la diffusione e la riproduzione del coleottero.
  • All'inizio dell'autunno, le possibilità di sopravvivenza delle larve che stanno mangiando le radici in prossimità della superficie del terreno possono essere massicciamente ridotte tramite una lavorazione meccanica del terreno (aratura o fresatura).

Aiutaci nel monitoraggio del territorio!

Come comportarsi se si pensa di aver trovato un coleottero giapponese:

°  In caso di ritrovamento sospetto: catturare l’insetto, conservarlo in una scatola chiusa (p. es. in un vaso di vetro con tappo a vite) e avvisare immediatamente il Servizio fitosanitario cantonale.

° In caso di escursioni nelle Regioni dell’aeroporto della Malpensa o nel Parco del Ticino, prima di rientrare in Svizzera, controllare accuratamente borse e valigie (da passeggio e da viaggio), mezzi di trasporto ed eventuali animali. L’adulto del coleottero giapponese è infatti in grado di aggrapparsi facilmente a tessuti e al pelo in quanto munito di piccoli uncini sulle zampe.

Come riconoscerlo rispetto al maggiolino

Esiste la possibilità che il coleottero giapponese sia confuso con coleotteri nativi quali il maggiolino (Melolontha melolontha), il giugnolino (Amphimallon solstitiale) o il maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola). Il carattere distintivo è la presenza di ciuffi di peli bianchi!

Vergleich Gartenlaubkäfer-Japankäfer
Fig. 6 - Confronto tra il maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola, a sinistra), e il coleottero giapponese (a destra).
Foto: a sinistra: Beat Wermelinger (WSL); a destra: Cristina Marazzi (SFito)
 
  • Traduzione: Fulvio Giudici (Sant’Antonino)

Partner da contattare

  • Markus Bünter
  • Agroscope
  • Müller-Thurgau-Strasse 29
  • 8820 Wädenswil
  • Tel. +41 58 465 22 98
  • E-Mail: markus.buenter @ agroscope.admin.ch
  • Servizio fitosanitario cantonale
  • Viale Stefano Franscini 17
    6500 Bellinzona
    Tel: 091 814 35 57/85/86
    E-Mail: servizio.fitosanitario @ ti.ch
    Webseite: www.ti.ch/fitosanitario

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