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Autore/i: Hans-Peter Rusterholz, Bruno Baur (Università di Basilea)
Redazione: WSL, Svizzera
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Le piante intruse approfittano delle discariche illegali

Illegale Deponie
Fig. 1 - I parcheggi al riparo dagli occhi indiscreti sembrano esercitare un'attrazione quasi magica per i "turisti dei rifiuti verdi".
 
Informationstafel
Fig. 2 - Cartello informativo posato nei pressi di Münchenstein (BL).

 
 
 
Drüsiges Springkraut
Kirschlorbeer
Pfeilstrauch
Fig. 3 - Esempi di piante da giardino trovate nelle foreste della regione di Basilea. In alto: Balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera);  al centro: Lauroceraso (Prunus laurocerasus); in basso: Filadelfo in fiore (Philadelphus pubescens).
 
 Foto: B.Baur und H.-P. Rusterholz

Molte specie esotiche sono state introdotte come piante ornamentali. Spesso esse finiscono nelle discariche dei rifiuti vegetali. Se ci sbarazza di questi residui verdi all’interno dei boschi – pratica che è illegale – queste piante possono propagarsi, obbligando il servizio forestale a notevoli sforzi per sradicare queste popolazioni intruse.

Quasi non passa mese senza che i media riferiscano della presenza e della diffusione in Svizzera di nuove specie vegetali o animali esotiche. Il nostro Paese possiede circa 3’000 specie di piante superiori che crescono naturalmente allo stato selvatico. Per la maggior parte, si tratta di specie giunte nel nostro Paese dopo l'ultimo periodo glaciale dalle regioni non ricoperte dal ghiaccio. L'espansione geografica delle specie in funzione del clima è un processo naturale. Al contrario, le specie esotiche sono quelle che, intenzionalmente o accidentalmente, sono state introdotte dall'uomo a partire da altri continenti.

Cristoforo Colombo e le neofite

La storia della diffusione di specie non indigene inizia con la scoperta di nuovi continenti da parte dei grandi navigatori europei. Anche la scoperta dell'America nel 1492 demarca convenzionalmente l'inizio della globalizzazione e dell'apparizione di specie esotiche. La maggiore mobilità e la globalizzazione degli scambi commerciali rendono sempre più frequenti le introduzioni accidentali o intenzionali di specie non native nella Svizzera. Sono chiamata "neofite" le specie di piante che si insediano in una regione dopo la scoperta dell'America e che iniziano a crescere allo stato selvatico.

350 specie di piante intruse in Svizzera

Attualmente in Svizzera si contano 350 specie di neofite. Alcune di esse possono proliferare nel loro nuovo ambiente fino al momento in cui iniziano a produrre effetti negativi dai punti di vista economico, ecologico e della salute pubblica. In casi simili si parla di “specie invasive o invadenti”. In Svizzera, 23 specie neofite sono attualmente considerate come particolarmente invasive da parte della Commissione svizzera per la conservazione delle piante selvatiche (sul sito www.infoflora.ch si trova la lista nera di queste specie).

Le neofite sono frequenti nelle aree abitate. A Basilea, per esempio, vi sono 221 specie neofite, equivalenti a circa un quinto di specie vegetali presenti. Molti di queste nuove piante approdate da noi sono state coltivate e importate come piante o arbusti ornamentali per balconi, giardini o parchi. Il numero totale delle specie di piante ornamentali alloctone introdotte in Europa è stimato a più di 25’000. Alcune di esse sono insediate in habitat prossimi allo stato naturale. Di conseguenza, sempre più spesso si trovano piante esotiche anche all’interno dei boschi.

A causa della sua estensione spaziale e della sua diversità strutturale, la foresta costituisce un importante habitat per numerose piante e animali. Si stima che le foreste svizzere ospitano circa 500 specie di piante vascolari e 20’000 specie animali. Nelle grandi aree boschive costituite da comprensori ancora integri, vi sono ancora diverse forme di vegetazione naturali o prossime allo stato naturale. D’altra parte, dal XX° secolo in poi, la foresta ha acquisito un ruolo importante come fascia ecologica tampone e quale habitat sostitutivo per specie animali e vegetali il cui habitat originale è stato distrutto oppure viene utilizzato in modo intensivo. In particolare nei dintorni delle città, la foresta è quindi essenziale per il mantenimento e lo sviluppo della biodiversità.

Il crescente numero di discariche illegali di rifiuti vegetali all’interno dei boschi delle regioni periurbane dimostra la disinvoltura con la quale le persone trattano questi spazi naturali. Con il pretesto di rendere alla natura quanto già appartiene alla natura e partendo dal presupposto che una pianta equivale ad un’altra, molti siti che si trovano nei boschi vengono attualmente utilizzati come discariche per i rifiuti prodotti nei giardini e per altri residui di origine vegetale. Queste discariche illegali si trovano spesso ai margini delle foreste o presso gli imbocchi delle strade forestali. Sono in particolarmente i luoghi un po’ più nascosti che sembrano esercitare un'attrazione quasi fatale per i cosiddetti "turisti dei rifiuti verdi”. Vi si trova praticamente di tutto: dai rifiuti risultanti dalla cura dei giardini, alle piante scalzate dai loro vasi o cassette con tutta la loro balla di radici, alle piante da appartamento, ai cascami dei lavori di taglio di siepi o cespugli, all’erba tagliata. E questo malgrado che il deposito in bosco di rifiuti, siano essi verdi o meno, è espressamente vietato dalla Legge sulle Foreste (art. 16).

Si suppone peraltro che tali discariche siano una porta d’entrata per la propagazione nelle foreste di piante neofite o invasive. Questa ipotesi è stata testata grazie a uno studio approfondito condotto nella regione di Basilea. Sono stati esaminati 20 dei 78 siti conosciuti per essere utilizzati regolarmente per la discarica illegale di rifiuti verdi, tutti situati nelle immediate vicinanze di parcheggi o di imbocchi di strade forestali. Si è rilevato il volume dei rifiuti depositati, le piante e le specie vegetali presenti nelle immediate vicinanze. A titolo di confronto, si è poi rilevata la diversità della vegetazione in luoghi distanti da 100 a 200 m, non influenzati dal deposito di residui vegetali.

Qual è il volume dei rifiuti vegetali?

È difficile misurare la quantità di residui verdi depositati, poiché gli scarti vegetali si decompongono in continuazione ad una velocità che dipende dalla natura e dalla composizione dei frammenti vegetali, oltre che dalla stagione. Di conseguenza ad intervalli di uno o due mesi si è rilevato l'aumento del volume di rifiuti durante un intero anno. Tale incremento varia tra lo 0,1 e i 12,5 m3 a seconda del sito e della stagione. Sull’anno intero, il quantitativo cumulato raggiunge il volume da 2,2 m3 a 35,8 m3 per discarica (media: 17,8 m3). Tenendo conto della decomposizione, il volume totale dei rifiuti verdi depositati in un anno nelle 20 località corrisponde a 281 m3. Le maggiori quantità di residui verdi sono state depositate in estate e all'inizio dell'autunno (figura 4).

   
Volume cumulato dei rifiuti vegetali  
Fig. 4 - Volume dei residui vegetali (in m3) depositato durante un anno in 20 siti selezionali nelle foreste della regione di Basilea.  
   

Numerose neofite tra le discariche di residui verdi

In totale, 37 (cioè il 22,7%) delle 163 specie di piante censite erano neofite. Queste 37 specie neofite erano tutte presenti nelle discariche, mentre solamente 3 (8,1%) erano presenti nelle superfici di controllo. L'analisi botanica ha mostrato che il numero totale di specie vegetali nelle discariche era superiore a quello delle aree di controllo. Questo può essere spiegato dall'elevato numero di piante neofite. Nelle discariche si è osservata una media di circa 5 specie neofite, contro solo 0,2 nelle superfici testimone di controllo (figura 5). Il numero di specie forestali autoctone non è peraltro inferiore nei pressi delle discariche. Le neofite più comuni (v. figura 3) erano la Balsamina ghiandulosa (Impatiens glandulifera). Ma spesso si sono trovate anche altre piante da giardino come il Lamio giallo (Lamium argentatum), il Lauroceraso (Prunus laurocerasus), vari tipi di bambù (Fargesia var.) e anche il filadelfo (Philadelphus pubescens).

   
Numero di specie vegetali rilevate sulle discariche di residui vegetali  
Fig. 5 - Numero di specie vegetali rilevate sulle discariche di residui vegetali (D) e sulle aree di controllo (K) nelle regione di Basilea. a) Numero totale di specie vegetali; b) Numero di specie neofite; c) Numero di specie indigene. I grafici indicano la media e la deviazione standard tra le 20 stazioni esaminate.
 
   

Perché si gettano i residui verdi nei boschi?

Se ci si sbarazza dei propri rifiuti da giardino portandoli in bosco, è perché non ci sono abbastanza opportunità per smaltire legalmente tali residui, oppure poiché le procedure di smaltimento corrette sono troppo onerose? Niente affatto. La messa in discarica illecita di rifiuti verdi nei boschi sembra essere particolarmente comune in prossimità delle aree urbane. Tuttavia, in tutti i Comuni studiati, la cittadinanza dispone di appositi centri per lo smaltimento dei rifiuti o di servizi di raccolta organizzati a tale scopo. I costi per la rimozione di 100 litri di residui verdi variano tra i 3 e i 5 franchi, a seconda del tipo di smaltimento ed il Comune.

La regione di Basilea produce annualmente tra 12’800 e 14’000 tonnellate di rifiuti vegetali, mentre il volume dello smaltimento illegale varia tra le 510 e le 2’800 tonnellate. Secondo le proiezioni dei ricercatori, questo significa che circa 1’400 m3, equivalenti a 190 - 350 tonnellate di rifiuti verdi vengono illegalmente depositati nella foreste basilesi ogni anno. I costi sostenuti per il prelievo legale di tali volumi da parte dei servizi comunali rappresentano un totale variabile tra i 42’000 e i 70’800 franchi l'anno, equivalenti a 40-70 centesimi per economia domestica all'anno. Questo dimostra che la discarica illegale di rifiuti verdi nelle foreste non è una questione di prezzo. Conta piuttosto il fatto che, semplicemente, alcuni cittadini non hanno la volontà di pagare per questo tipo di rifiuti.

Questa ipotesi è confermata dai risultati di un sondaggio. Una gran parte degli abitanti della Città di Basilea sono infatti d’accordo di pagare per lo smaltimento dei propri rifiuti domestici, ma non per quello dei loro rifiuti da giardino. Sembra anche che molte persone non sono consapevoli dei problemi ambientali derivanti dalla messa in discarica di rifiuti vegetali all’interno dei boschi. Da qui l'importanza di fornire all’opinione pubblica delle informazioni adeguate e di facile comprensione sulla problematica delle piante neofite.


  • Questo contributo è stato realizzato in collaborazione con la rivista La Forêt.

  • Traduzione: Fulvio Giudici, Sant’Antonino

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