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Autore/i: Marco Delucchi (autore esterno)
Redazione: WSL, Svizzera
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Foreste e politica forestale in Ticino

A causa della topografia sfavorevole, delle condizioni di proprietà penalizzanti e dello scarso sviluppo della rete viaria di allacciamento, nel Cantone Ticino solo il 10% del legname che cresce nei boschi viene attualmente utilizzato. I due terzi circa del legname prodotto sono assortimenti da energia. Al fine di garantire un adeguato smercio del legname, la promozione di impianti di riscaldamento a legna nel settore pubblico costituisce un obiettivo di politica forestale assolutamente prioritario. A medio termine, una politica energetica in favore del legno e la creazione di grandi aree protette nelle aree più discoste porteranno benefici a livello sia economico, che ambientale.

bewaldete Hänge im Maggiatal
Figura 1 - Il Canton Ticino è coperto dal bosco per oltre il 50% della sua superficie. Tuttavia, solo il 10% del legname che ricresce viene attualmente utilizzato, in quanto la topografia rende difficoltosa la gestione forestale.
 
Kastanienwald
Figura 2 - Nella fascia boschiva delle latifoglie, fino a circa 1’200 m di altitudine domina il castagno, una specie amante dei suoli acidi.
 
Fotografie: Thomas Reich (WSL)

Il Cantone Ticino possiede una superficie di 2’812 km2. Il punto più basso è rappresentato dal Lago Maggiore (Verbano), situato in media a 192 m sul livello del mare, mentre il punto più elevato si trova sulla cima dell’Adula, a 3’402 m sul livello del mare. Da alcuni decenni si registra un costante spostamento dell’occupazione principalmente verso il settore terziario, con un trasferimento di posti di lavoro dalle valli periferiche verso i centri. Pure il numero di abitanti che vivono dell’agricoltura di montagna è in costante diminuzione, con il risultato che sempre più aree marginali non sono più gestite e che la superficie forestale continua ad avanzare. Secondo uno studio commissionato dal Servizio forestale Cantonale nel 2002, dal 1981 la superficie forestale è leggermente diminuita al di sotto dei 600 m s.l.m., mentre essa è aumentata altrove: leggermente tra i 600 e gli 800 m e fortemente al disopra degli 800 m s.l.m.

Un clima di tipo insubrico

Il Ticino è geologicamente suddiviso in due parti dalla famosa linea insubrica, una faglia che corre all'altezza di Ascona con un andamento da est a ovest. A sud di questa linea si trova la placca rocciosa appartenente al continente africano, mentre a nord si trova l’antica placca continentale Europea. Il clima costituisce un’ulteriore particolarità del Cantone Ticino. Da un lato l’arco alpino protegge in inverno la regione dalle perturbazioni provenienti in prevalenza dal settore nord atlantico; mentre d’altra parte le correnti miti e umide provenienti da Sud-Ovest, soprattutto durante i mesi estivi, possono provocare la caduta di grandi quantità di pioggia quando vengono arrestate dal versante meridionale delle Alpi.

La metà del Ticino è ricoperta da foreste

La foresta è insediata su una superficie di 1’371 km2. In questo modo il Ticino possiede un grado di copertura boschiva di ben il 49%, che assieme a quello del Cantone del Giura rappresenta uno dei più elevati tassi di boscosità della Svizzera. Nella fascia altitudinale delle latifoglie, che sale fino a circa 1’200 m sul livello del mare, sui terreni a reazione acida domina il castagno. Le faggete si trovano in prevalenza tra i 900 e i 1’400 m di altitudine, mentre al di sopra si trovano i boschi di conifere secondo il classico ordine: l’abete bianco fino a circa 1’600 m s.l.m., l’abete rosso fino a circa 1’800 m ed infine il larice che sale fino a circa 2’100 m di quota. Nelle vallate alpine il margine superiore delle foreste sale raramente oltre i 2’100 m s.l.m., una quota al di sopra della quale crescono solamente le specie legnose del pino mugo o dell’ontano verde. Nei luoghi più esposti alle condizioni mediterranee il margine superiore delle foreste raramente sale al di sopra dei 1’500 metri di altitudine. Nella Valle Leventina, tra i 1'200 e i 1’500 m s.l.m. sono diffusi i boschi di pino silvestre autoctoni, in particolare lungo il versante orografico sinistro, esposto verso Ovest-Sud-Ovest.

Le funzioni del bosco

La definizione e la valutazione dell'importanza delle funzioni svolte dalle foreste sono due tra i compiti più importanti e urgenti della pianificazione forestale moderna. La funzione più importante assicurata dai boschi del Ticino è quella protettiva. Una superficie di 56’000 ettari, pari al 40% dell’area forestale, possiede una particolare funzione di protezione poiché queste foreste proteggono contro i pericoli naturali vite umane o beni materiali considerevoli. Tra le funzioni di tipo sociale, la protezione della natura e del paesaggio ha un’importanza maggiore rispetto alla funzione ricreativa espletata delle foreste peri-urbane. Il concetto cantonale dedicato alle riserve forestali approvato dal governo prevede che il 18% delle aree boschive sia designato come riserve forestali, con una particolare attenzione alla delimitazione di riserve forestali di grandi dimensioni che possiedano una superficie di almeno 500 ettari. La funzione ricreativa assume una particolare importanza specialmente in prossimità delle aree urbane.

Le foreste con funzione economica, nelle quali il legname può essere utilizzato secondo criteri di tipo economico, non sono ancora state delimitate. Attualmente la maggior parte delle utilizzazioni di legname effettuate nei boschi pubblici (il 78% della superficie forestale ticinese appartiene infatti ai Patriziati), non potrebbe essere eseguita senza finanziamenti pubblici da parte della Confederazione e del Cantone. Confrontati con gli elevati costi di raccolta, i ricavi conseguiti grazie alle vendite di legname sono troppo bassi. I due terzi del legname prodotto, in special modo nei boschi cedui, sono infatti classificabili solo come assortimenti legnosi utilizzabili per produrre energia.

Una politica energetica in favore del legno

Rührrad einer Holzhackschnitzelheizung
Figura 3 - Impianto di combustione a trucioli.
Fotografia: Thorsten Schramm (wikipedia)

Le autorità del Cantone Ticino hanno dichiarato che la promozione dell'uso energetico del legno costituisce un obiettivo prioritario e urgente della politica forestale. La campagna di finanziamento nel settore energetico del legno ha finora avuto un gran successo. Il servizio cantonale che si occupa dell’edilizia pubblica ha ad esempio adottato da alcuni anni la politica che la maggior parte degli edifici, sia nuovi sia ristrutturati, deve essere riscaldata da impianti di riscaldamento alimentati da cippato di legno. La cosa sorprendente è il positivo effetto dimostrativo di tali iniziative, che sono strettamente connesse con una campagna di sensibilizzazione del pubblico a favore del legno quale fonte energetica rinnovabile. Dal punto di vista dell’economia forestale, l'obiettivo perseguito è quello di creare un mercato locale del cippato di legna che permetta una crescita lenta ma costante delle possibilità di smercio di questo assortimento legnoso. La campagna sta avendo un buon successo in quanto la commercializzazione di legno in trucioli di produzione locale è passata dai 5’000 m3 del 2002 all’incirca ai 30’000 m3 di cippato del 2006.

I proprietari dei boschi e le imprese forestali

La maggior parte dei lavori di utilizzazione di legname eseguiti nei boschi del Ticino viene svolta di imprenditori forestali privati. Le poche aziende forestali appartenenti ai proprietari boschivi pubblici, per sopravvivere alla concorrenza hanno dovuto passare ad uno statuto di imprenditori forestali, accettando di acquisire lavori anche al di fuori delle proprie proprietà boschive. Negli ultimo 30 anni le aziende forestali pubbliche hanno cionondimeno giocato un ruolo fondamentale in termini di formazione professionale nel campo forestale, poiché hanno permesso la formazione di selvicoltori qualificati, personale formato sulla base di standard qualitativi elevati, che viene impiagato anche degli imprenditori forestali.

Le disposizioni legali vigenti (Legge Organica Patriziale) impongono che gli interventi di cura e di gestione selvicolturale e le utilizzazioni forestali eseguite nei boschi pubblici siano messi a pubblico concorso, anche se i lavori non sono sussidiati tramite fondi pubblici. Le relative delibere sottostanno, di fatto, alla Legge cantonale sulle commesse pubbliche. In questo ambito il Servizio Forestale cantonale deve svolgere le sue mansioni di vigilanza sovrana, come quella di garantire la gestione sostenibile, assicurare la qualità nei lavori e misurare il legname prodotto dai tagli.

In genere la maggior parte dei proprietari forestali pubblici non può ricorrere a nessun’altra fonte di reddito, non dispone di capitale finanziario proprio né di strutture amministrative che consentono di eseguire una cura dei boschi ed una gestione selvicolturale attiva. Spesso il legname destinato al taglio viene venduto "in piedi", cosicché la creazione di valore aggiunto va unicamente a vantaggio degli imprenditori forestali privati. In condizioni simili è assai difficile perseguire una politica di gestione forestale attiva. D'altra parte, non vi è in sostanza alcun impegno, come in genere avviene ad esempio al Nord delle Alpi, nel provvedere al mantenimento delle strutture e delle aziende forestali tramite mezzi finanziari pubblici. Allo scopo di sostenere i proprietari boschivi e di incitarli ad interessarsi alle gestione del proprio patrimonio forestale, il Cantone, in stretta collaborazione con la Federlegno Ticino (che è l’organizzazione mantello della filiera forestale e del legno), sta cercando di favorire la creazione di strutture regionali che possano operare all’interno della filiera del legno in modo più efficiente e che permettano di creare un valore aggiunto che vada anche a favore dei proprietari dei boschi.

Conclusioni

La creazione di posti di lavoro nelle regioni marginali ed economicamente svantaggiate è un compito politico prioritario per il Cantone Ticino. La conservazione del paesaggio rurale tradizionale e la creazione di grandi aree protette avranno a medio termine un impatto positivo sull'economia e sull'ecologia delle regioni periferiche. In questo contesto, il Servizio Forestale può offrire un contributo importante in termine di competenze professionali, coordinamento e di mediazione. La chiave del successo è comunque in mano alle popolazioni di montagna coinvolte, che devono essere pronte a commercializzare loro stesse, con piacere e convinzione, il loro paesaggio e i relativi prodotti indigeni.

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Informazioni

  • Roland David
    Caposezione
    Sezione forestale cantonale
    Palazzo amministrativo 2
    6500 Bellinzona
    e-mail: roland.david @ ti.ch

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