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Autore/i: Raffaele Spinelli, Matthias Secknus
Redazione: FVA, Germania
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L’approvvigionamento di biomassa nei teleriscaldamenti del Nord-Est

Le centrali di teleriscaldamento del Nord-Est utilizzano in minima parte cippato di origine forestale, non perché manchi la risorsa ma perché l’interfaccia è inadeguata. Le centrali si muovono in una realtà industriale, mentre i proprietari forestali sono spesso parte di un mondo rurale molto più frammentato e meno imprenditoriale. Però i numeri ci sono e la potenzialità è enorme: per coglierla non è necessario neanche stravolgere tutta una cultura, che ha le sue buone ragioni di esistere. E’ un peccato però lasciarsi sfuggire un’occasione come quella offerta dalle biomasse.

Holzaufbereitung im Privatwald
Hacker

Il passo fondamentale da compiere è quello di strutturare l’offerta: in qualche modo i commercianti di legname già lo fanno, acquistando, tagliando e vendendo. Le associazioni di proprietari però potrebbero farlo meglio, anche perché in grado di sfruttare incentivi pubblici che il commerciante non può utilizzare. L’importante è che l’associazione lavori veramente per i proprietari e non si trasformi in una soprastruttura fine a se stessa. Nella maggior parte dei casi questo non è avvenuto, e in ogni modo gli associati hanno sempre tutti gli strumenti per vigilare.

I proprietari forestali devono rendersi capaci di offrire almeno 10.000 metri steri di cippato all’anno in un singolo contratto, se vogliono entrare sul mercato. Tale quantitativo è sicuramente alla portata dei grandi proprietari o delle associazioni storiche, come la Magnifica Comunità di Fiemme o il Consorzio Boschi Carnici, ma può risultare eccessivo per molti altri: questi devono aggregarsi e lavorare insieme, o rischiano di restare al margine.

Una volta raggiunta la “massa critica”, i proprietari possono mettere in opera diverse misure di ottimizzazione, perché il lavoro è ancora tutto da fare e i margini di miglioramento sono molto ampi.. In particolare potrebbero “impadronirsi” dello stoccaggio, così da mantenere una quota maggiore di valore aggiunto sulla produzione primaria. La cosa tra l’altro sarebbe nell’interesse di tutti: molte centrali hanno spazi di stoccaggio limitati, e quelle che li hanno possono sempre avvantaggiarsi dal ridurre l’occupazione di una superficie industriale valorizzabile in modo migliore. Lo stoccaggio all'imposto e la cippatura effettuata solo in occasione della consegna permetterebbero di ridurre quelle perdite di sostanza secca che, benché non ancora percepite, esistono ed hanno un costo. Assumersi l’onere dello stoccaggio e passare alla consegna su richiesta (o a calendario) comporta un notevole sforzo logistico per i proprietari o per le loro associazioni: occorre pianificare i tagli, selezionare le aree di stoccaggio e organizzare i trasporti. Tuttavia un lavoro ben fatto generalmente paga, e questo lavoro chi può farlo meglio del proprietario? In ogni caso, assumere il controllo della produzione vuol dire poter sfruttare le fluttuazioni di un mercato che è tipicamente stagionale. Se i proprietari forestali possono stoccare il combustibile, allora possono decidere di immetterlo sul mercato solo quando l’offerta di cippato dalle altre fonti è carente ed i prezzi aumentano. E’ inutile mettersi in concorrenza con le segherie, ma certamente si possono colmare i vuoti (ampi) che queste lasciano aperti.

Dopo aver assunto il controllo della propria produzione sarà necessario migliorarne la qualità: il cippato forestale è generalmente inferiore a quello di origine industriale, ma il divario non è incolmabile. Umidità eccessiva e contaminazione con terra possono essere evitate utilizzando opportuni accorgimenti, oggi poco applicati solo perché i proprietari forestali non hanno né l’interesse né la possibilità di applicarli. Anche la pezzatura del cippato forestale può essere migliorata con varie tecniche già in corso di studio.

L’opportunità per il settore c’è ed è notevole: per coglierla i proprietari forestali devono assumere il controllo della porzione di filiera che gli appartiene, e in molti casi l’associazionismo diviene un passo obbligato.

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Raffaele Spinelli
CNR - Ivalsa, San Michele all'Adige, Trento
spinelli@ivalsa.cnr.it