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Beat Wermelinger

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Entomologia forestale
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Articolo

Autore/i: Adrienne Frei
Redazione: WSL, Svizzera
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Luce e legno morto: un paradiso per i coleotteri che vivono nel legno

Negli ultimi tre decenni il tema della presenza di legno morto nel bosco è stato oggetto di un intenso dibattito. Su un punto sono comunque tutti concordi: la diversità delle specie aumenta quando il legno morto è presente nei boschi in quantità sufficiente. Grazie a una maggiore disponibilità di luce nei boschi si creano degli habitat idonei anche per numerose specie rare.

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Figura 1 - Il Thanasimus formicarius, un cleride che si nutre di coleotteri xilofagi.
Foto: Beat Fecker (WSL)
 

Le foreste diradate possono ospitare un gran numero di coleotteri che vivono nel legno. Questo gruppo d'insetti assolve importanti funzioni all'interno degli ecosistemi forestali: i coleotteri del legno contribuiscono in modo significativo alla decomposizione del legno e con la loro azione demolitrice creano spazi idonei alla nidificazione di diverse specie di uccelli, offrendo nel contempo un'importante fonte di nutrimento per uccelli, pipistrelli e lucertole.

Che cosa sono i coleottero del legno?

Fanno parte dei coleotteri che vivono nel legno (pertanto chiamati anche xilobionti) tutte le specie di coleotteri che dipendono dall'esistenza di un substrato legnoso per almeno una delle fasi del loro ciclo di sviluppo. A questo gruppo appartengono gli scolitidi, in grado di decomporre direttamente il legno, così come pure Thanasimus formicarius, figura 1), un cleride predatore che si nutre sia degli scolitidi come pure di altre specie che si nutrono di funghi decompositori del legno.

Nell'Europa centrale attualmente sono state censite ca. 8'000 specie di coleotteri, delle quali 1'340 sono xilobionte. In Svizzera sono state reperite circa 6'400 specie di coleotteri, un quinto della quali vive direttamente o indirettamente sul legno. In Germania la metà dei coleotteri saproxilici sono riportati dalle Liste Rosse, elenco delle specie minacciate che si sta attualmente mettendo a punto anche in Svizzera. Il fatto che un gran numero di specie di coleotteri del legno sia minacciato indica che le strutture e gli habitat da cui esse dipendono sono anch'essi in pericolo.

Il legno morto è una merce piuttosto rara

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Figura 2 - Esemplare del cerambice Rhagium mordax
Foto: Beat Wermerlinger (WSL)
 

Il legno morto è un elemento strutturale importante nelle nostre foreste. Molti organismi trovano in esso il loro nutrimento. A partire da una proporzione di 30 m3 di legno morto per ettaro, si ritiene che esistano condizioni ideali affinché la maggior parte delle potenziali specie xilobionte presenti in una determinata zona possano svilupparsi in popolazioni stabili. Tuttavia, nelle foreste dell'Altipiano svizzero, durante l'ultimo inventario forestale nazionale sono stati mediamente rilevati solo 4,9 m3/ha di legno morto.

La biodiversità dipende non solo dalla quantità di legno morto, ma anche dalle condizioni stazionali su cui esso si trova e dal suo grado di decomposizione. Inoltre dipende pure se l'albero morto è ancora in piedi o se esso è già caduto al suolo. Un faggio morto offre condizioni favorevoli allo sviluppo della specie Rhagium mordax (figura 2) solamente durante i due anni successivi la sua morte. Il medesimo faggio diventerà invece una fonte di nutrimento ottimale per il piccolo cervo volante (Dorcus parallelopipedus, figura 3) solo dopo diversi anni, allorquando il suo legno sarà già fortemente decomposto.

Il numero di specie di coleotteri saproxilici varia anche in funzione della specie arborea. La quercia è così considerata come la specie arborea più "ricca di specie". Essa ospita infatti ben 650 circa specie di coleotteri del legno, contro le "sole" 240 specie ospitate dal faggio e addirittura le 60 dell'abete rosso.

Ai coleotteri piace la luce

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Figura  3 - Un esemplare di Dorcus parallelopipedus, appartenente alla famiglia dei lucanidi (cervi volanti).
Foto: Beat Fecker (WSL)
 

La sola presenza di legno morto, anche in grandi quantità, non è tuttavia sufficiente a ospitare una ricca fauna di coleotteri. Pure la luce e l'irraggiamento solare sono altrettanto importanti per la biodiversità. Uno studio condotto nelle foreste del comune di Arlesheim (nei pressi di Basilea), ha mostrato che il numero di specie di coleotteri non è aumentato con la sola presenza di legno morto o di piante da fiore. Solo quando il legno morto e le piante da fiore erano presenti contemporaneamente, il numero di specie presenti sulla Lista Rossa recensito sul sito esaminato raddoppiava.

Queste osservazioni sono facilmente spiegabili: molte specie di cerambici o di buprestidi vivono nel legno morto in forma larvale, scavando delle gallerie. Solo in età adulta, quando si sono trasformati in coleotteri completamente sviluppati, essi si nutrono in genere di polline e nettare prodotti da piante da fiore. Molti coleotteri privilegiano poi i fiori di determinati colori. L'anthaxia (Anthaxia salicis), ad esempio, è un buprestide che ama cibarsi dei fiori gialli del ranuncolo.

Provvedimenti che favoriscono i coleotteri xilobionti

Per creare condizioni ambientali ottimali per i coleotteri del legno gli esperti raccomandano le seguenti misure:

  • aumentare laddove possibile la quantità di legno morto sottoforma di ceppaie, rami, tronchi in piedi o a terra, per raggiungere una provvigione di 30 m3/ha;
  • mantenere gli alberi morti in piedi ed eventualmente aumentarli per mezzo di interventi di anellatura;
  • accatastare e depositare il legno morto il più possibile in luoghi soleggiati o semi-ombreggiati (ai margini boschivi o in radure). Se il legno deve essere accatastato, ricoprire le cataste con lastre ondulate invece che con teli di plastica, che possono trasformarsi in trappole per gli insetti;
  • aggiungere del legno morto "fresco" ogni tre-cinque anni, alfine di offrire substrato ai diversi stadi di decomposizione;
  • diradare i popolamenti forestali per aumentare l'offerta di piante da fiore. La diversità della flora del sottobosco può essere mantenuta con il taglio regolare della rinnnovazione;
  • creare margini boschivi e bordi delle strade che siano ricchi di specie. Arbusti e piante erbacee contribuiscono a garantire per un lungo periodo una presenza abbondante di fiori e quindi di polline.

  • Traduzione: Fulvio Giudici, Sant Antonino

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