Ricerca

    
cerca solo in questa categoria

Ampliare la ricerca

Contatto

Frank Graf

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Ecosistemi di montagna
Flüelastrasse 11
CH - 7260 Davos Dorf

Tel: +41 81 4170 210
Fax: +41 81 4170 110

Articolo

Autore/i: Julia Wessels
Redazione: WSL, Svizzera
Commenti: Articolo a 0 commenti
Valutazione: Ai miei Preferiti Anteprima di stampa 00000

Una vegetazione diversificata protegge dalle frane

In Svizzera frane e smottamenti provocano spesso ingenti danni. L'Istituto federale di ricerca WSL ha realizzato uno studio nel quale spiega come è possibile migliorare a lungo termine la stabilità del suolo con un investimento ragionevole. Una gestione adeguata dei boschi e una copertura vegetale diversificata possono fornire un contributo importante in questo senso.

   
Rutschungen bei Oberiberg SZ nach dem Unwetter vom 20. Juni 2007  
Fig. 1 - Smottamenti a Oberiberg (SZ) dopo il maltempo del 20.06.2007.
Foto: Christian Rickli (WSL)
 
   

Erosione e frane superficiali minacciano l’uomo, gli edifici e le vie di comunicazione. Nell’ultimo ventennio singoli eventi hanno causato danni fino a 100 milioni di franchi mietendo addirittura delle vittime. Con i cambiamenti climatici questi eventi estremi saranno ancora più frequenti così come le frane superficiali.

Con un progetto condotto dal Fondo nazionale svizzero (FNS) nell’ambito del Programma nazionale di ricerca Uso sostenibile della risorsa suolo (link in francese) un gruppo di ricercatori del Istituto federale di ricerca WSL e del Politecnico federale ha cercato di capire come la vegetazione, in particolare il bosco, influenza la stabilità dei versanti e come si possono prevedere meglio – e se possibile evitare – gli smottamenti con mezzi semplici ed economici.

I ricercatori si sono concentrati sulle misure biologiche, nello specifico piante e funghi micorrizogeni (micorrize) fondamentali per la stabilizzazione del suolo. Per i loro studi hanno fatto capo a una banca dati nella quale sono documentate accuratamente oltre 700 frane e hanno poi completato le loro valutazioni con esperimenti sul campo e in laboratorio. In particolare, hanno confrontato le varie strutture del bosco e hanno analizzato con un apparecchio per prove a sollecitazione di taglio, appositamente sviluppato, le forze che innescano fenomeni franosi su suoli con o senza copertura vegetale.

Sulla base di queste ricerche sono riusciti a collegare tra di loro in un nuovo modello la meccanica del suolo, l’effetto stabilizzante delle piante, le forme di selvicoltura e l’uso del suolo. Con una procedura semplice sono ora in grado di spiegare come si formano gli smottamenti nelle zone boschive. Questa base permette inoltre di stabilire quale tipo di vegetazione offre la migliore protezione contro le frane superficiali.

   
La diversità strutturale e biologica in superficie e nel sottosuolo aumenta la stabilità del terreno  
Fig. 2 - La diversità strutturale e biologica in superficie e nel sottosuolo aumenta la stabilità del terreno. Il terzo fattore da considerare è la successione, ossia i vari stati di evoluzione dell’ecosistema.
Disegno: V. Graf-Morgen, 2016
 
   

Le micorrize aumentano la stabilità dei pendii

Rutschung in einer Waldlücke
Fig. 3 - Presentano criticità le radure con una lunghezza superiore a venti metri nella linea di caduta.
Foto: Ulrich Wasem (WSL)

Sono soprattutto i boschi ricchi di specie con apparati radicali diversificati e alberi di età e dimensioni diverse a incrementare la stabilità del suolo. Lo studio mostra inoltre che i versanti con una copertura vegetale ottimale e un suolo ancorato da radici restano stabili fino a una pendenza di 5° superiore rispetto ai pendii senza vegetazione. 

Presentano invece criticità le radure con una lunghezza superiore a venti metri nella linea di caduta. Le micorrize fungine che vivono in simbiosi con piante e alberi possono migliorare l’effetto stabilizzante delle piante e possono essere usate durante i rimboschimenti e i ripopolamenti.

La cura del bosco, una misura di protezione efficace

Nel caso della violenta alluvione che ha colpito Sachseln nel 1997, i ricercatori hanno allestito una stima dei costi per la cura dei boschi di protezione e la prevenzione delle frane superficiali e l’hanno confrontata con l’importo totale dei danni pari a circa 120 milioni di franchi: se il 10-25 percento di questa somma fosse stato investito nella cura corretta delle foreste, sarebbe stato possibile evitare danni ingenti per un secolo.

Il rapporto pubblicato oggi è inteso quale ausilio ai fini della pianificazione di provvedimenti selvicolturali e di bioingegneria per gli operatori forestali e altri professionisti del settore o per le persone interessate. In particolare, riassume i risultati più importanti per la pratica, descrive accuratamente gli esperimenti e i calcoli e fornisce raccomandazioni concrete sulla cura del bosco.

Download

Link esterni

Altri contributi sul tema in waldwissen.net