Nella foresta svizzera, la percentuale di specie introdotte è molto bassa e le diversità a livello strutturale e specifico sono aumentate. Ciononostante, nel complesso, i boschi sono divenuti maggiormente densi, situazione che rischia di emarginare le specie forestali che hanno bisogno di luce e di calore.

Le foreste sono particolarmente importanti per il mantenimento della biodiversità. Per le loro dimensioni, la loro longevità e la diversità strutturale, le foreste svizzere offrono un habitat ideale per circa 20’000 specie animali e per 500 specie di piante vascolari. Più di un terzo delle specie animali e vegetali che vivono nella Svizzera sono insediate nelle foreste. Il mantenimento della biodiversità è uno degli obiettivi prioritari per il Programma Forestale Nazionale Svizzero.

L'osservazione della diversità delle specie è un compito del sistema di monitoraggio della biodiversità in Svizzera (BDM), incaricato di censire alcune specie direttamente sul terreno. L'Inventario Forestale Nazionale (IFN), lo strumento fondamentale per il controllo della gestione sostenibile delle foreste svizzere, fornisce inoltre informazioni concernenti la qualità e l’idoneità della foresta quale habitat. Per raggiungere questo obiettivo esso ricorre soprattutto agli indicatori stabiliti dalla Conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa (MCPFE 2003), adottati anche dalla Svizzera.

Nel prosieguo del presente articolo sono presentati i principali risultati dell’IFN3 in tema di biodiversità. Come avvenne anche nel periodo precedente, la maggior parte delle tendenze evolutive constatate a partire dall’IFN2 sono positive.

Questo contributo fa parte di una serie di articoli di presentazione dei risultati del terzo Inventario Forestale Nazionale (IFN3).

=> Elenco degli articoli (in tedesco e francese)

Più popolamenti forestali misti

Il faggio nelle zone più basse e l’abete rosso alle quote superiori formano naturalmente dei popolamenti quasi puri su vasti comprensori. Una grande diversità di specie non costituisce quindi necessariamente un indice di naturalità. Tuttavia, i popolamenti boschivi ricchi di specie legnose, in genere ospitano un numero maggiore di specie vegetali e animali rispetto ai soprassuoli puri. Oggigiorno nei boschi svizzeri, le foreste mistie sono dominanti e i popolamenti puri rappresentano solamente il 19% dell’area boschiva. A partire dall’IFN2 il numero di aree di saggio con la presenza di una singola specie è evoluta positivamente, riducendosi del 4%.

Per molte specie animali la presenza di salici o di querce è di vitale importanza quale habitat. Secondo l’IFN, la diversità specifica dipende dal numero di specie legnose presenti e anche da una valutazione ecologica di queste specie. Le specie ad "alto valore ecologico" che stanno progredendo sono i salici, i sorbi e i ciliegi, mentre i pioppi e gli ontani autoctoni sono leggermente in diminuzione. Nelle zone situate alle quote inferiori i querceti sono aumentati, mentre il tasso, una specie ritenuta rara, presenta un calo a livello di numero di fusti. Durante l'ultimo decennio, nel complesso, la diversità media in termini di specie legnose non è cambiata.

Meno luce, più alberi monumentali

Nei boschi radi la maggiore presenza di luce e di calore favorisce lo sviluppo di numerose specie animali e vegetali, comprese quelle specie considerate rare, come le scarpette di Venere e la frassinella (Dyctamnus). L'indice di densità dei popolamenti è diminuito del 5% a seguito dell'uragano Lothar, che ha creato nuove aperture, e dell'aumento dell’intensità della gestione forestale sull’Altipiano. La densità delle foreste è tuttavia progredita in modo significativo specialmente nelle Alpi (del 9%) e al Sud delle Alpi (19%). Nel complesso, la foresta svizzera è diventata più densa (3%) e di conseguenza più ombrosa. A seconda delle regioni, la graduale diminuzione dell’intensità dell’attività agricola e la costante espansione del bosco nelle Alpi e nel Giura hanno anch’essi contribuito alla diminuzione dei terreni coltivati con alto valore ecologico.

I popolamenti vecchi e i grandi alberi offrono degli habitat importanti, svolgendo un ruolo importante a favore di molti animali e piante del bosco, come nel caso degli insetti rari (il cervo volante), dei picchi, dei pipistrelli, dei funghi, dei licheni e dei muschi. Il bilancio in questo contesto è positivo nel confronto europeo. La Svizzera possiede infatti la percentuale più alta di foreste di età superiore ai 120 anni (23%) e il numero degli alberi di grosse dimensioni (alberi con DPU superiore a 80 cm) è quasi raddoppiato rispetto all’IFN1. Nel complesso, la diversità strutturale è notevolmente aumentata in boschi svizzeri.

La rinnovazione naturale è dominante mentre gli alberi esotici sono poco comuni

La rinnovazione naturale permette di conservare le specie autoctone adattate alla stazione e il loro materiale genetico (genotipi). L’IFN3 indica che, nei popolamenti in fase di rinnovazione, il 92% delle piantine insediatisi proviene da sementazione naturale. La rinnovazione naturale ha quindi continuato a progredire, cosicché la Svizzera viene a piazzarsi al primo posto nei paesi dell'Europa occidentale per quanto attiene questo criterio.

I popolamenti più anziani mostrano anche una composizione più naturale, sia a causa delle devastazioni causate da Lothar, che della gestione forestale più intensa. La percentuale di legname di conifere ha continuato a diminuire nell’areale naturale tipico delle foreste di latifoglie. Sull’Altipiano la percentuale delle peccete estranee alla stazione è diminuita di almeno il 20%. Con lo 0,6%, la percentuale di specie esotiche rimane a un livello minimo. Si nota tuttavia l’aumento della presenza della robinia, specie invasiva che potrebbe causare dei problemi in alcune stazioni particolarmente rare soppiantando le specie autoctone. La robinia domina attualmente all’incirca sullo 0,1% della superficie forestale.

Nel complesso la diversità in termine di specie, il carattere naturale, la diversità strutturale e la qualità ecologica dei popolamenti forestali sono progredite costantemente, mentre che per i margini boschivi l’aumento è stato più contenuto.

La tempesta Lothar ha prodotto grandi quantità di legno morto

Il legno morto è una componente essenziale per molte specie forestali tipiche come i funghi xilofagi, i licheni, i muschi e per molti animali, quali gli insetti e gli uccelli. A partire dalla metà degli anni novanta, sull’arco di undici anni la quantità di legno morto è aumentata di ben l’80%. Secondo l’IFN3, su ogni ettaro di bosco si trovano in media 18,5 m3 di legno morto, 8 m3 dei quali di alberi seccati in piedi, dedotte le parti delle chiome spezzate.

Se aggiungiamo gli alberi morti parzialmente decomposti e la cui specie non è più identificabile, si ottiene un volume complessivo di legno morto di 21,5 m3/ha. A questo volume si devono inoltre aggiungere i residui dei tagli, gli alberi caduti al suolo aventi un diametro inferiore alla soglia d'inventario dell’IFN di 12 cm oltre che la ramaglia. Considerando l’insieme del volume di legno morto con un diametro maggiore a 7 cm, si ottiene una quantità di legno morto di 32,8 m3 per ettaro.

Studi europei indicano, in funzione dei diversi gruppi di organismi, dei volumi di legno morto auspicabili compresi tra i 10 e i 60 m3/ha. Anche se il valore medio per la Svizzera si situa in questo intervallo ed è tra i più alti in Europa, le differenze regionali sono comunque notevoli (figura 6). Per quanto riguarda il mantenimento della diversità in termine di specie, non sono solo da considerare i valori regionali, ma anche la distribuzione del legno morto. Sembra che il legno morto si concentri principalmente sulle superfici che hanno subito danni dalla tempesta Lothar mentre esso è quasi del tutto assente in alcune zone, come ad esempio nei boschi giurassiani del Canton Neuchâtel.

La protezione della natura è spesso una priorità

Le foreste vengono messe sotto tutela affinché i processi naturali possano svolgersi in modo indisturbato oppure anche per salvaguardare gli habitat naturali occupati da specie minacciate di estinzione. Nel 2007 il 3,2% della superficie forestale della Svizzera aveva uno statuto di riserva forestale definito contrattualmente. Secondo le indagini condotte durante l’IFN3 presso i forestali locali, il 13% della superficie forestale svolge una funzione di protezione della natura mentre per il 7% e la protezione della natura prevale nei confronti della funzione di protezione dai pericoli naturali e di quella produttiva. In aggiunta a queste foreste, che la pianificazione destina a funzione di protezione della natura, ci sono anche dei comprensori forestali che non sono (più) utilizzati, in genere per ragioni di ordine economico. Secondo l’IFN3, circa il 18% della superficie forestale accessibile (esclusi i boschi arbustivi) non è più stata gestita negli ultimi cinquant'anni. Durante l’IFN1, due decenni orsono, questa percentuale era solo del 13%. I boschi non più gestiti si trovano prevalentemente nel Sud delle Alpi e nel Vallese (Figura 7).

Valutazione positiva della biodiversità delle foreste

I risultati dell’IFN3 rientrano anche nel programma di monitoraggio della biodiversità in Svizzera (BDM). Nella suo rapporto del maggio 2009, il BDM si esprime in termini positivi nei confronti della biodiversità presente nelle foreste svizzere. Le tendenze in corso sono particolarmente positive per quanto riguarda la diversità delle specie che tollerano l’ombra, degli organismi associati al legno morto come funghi, licheni, muschi e lumache. Il bosco svizzero si evolve quindi nella direzione auspicata sia dal Programma Forestale Svizzero 2004-2015 (PFS), come anche da altri programmi dedicati al mantenimento e alla promozione della biodiversità.

Traduzione: Fulvio Giudici, Camorino