Il legname privo di nodi permette di ottenere un reddito economico notevolmente superiore rispetto a quello conseguito con la vendita di assortimenti legnosi di produzione massale. Una potatura artificiale eseguita con cura in molti casi può quindi rappresentare un investimento redditizio. Lo strumento didattico presentato costituisce un mezzo sussidiario che aiuta l’operatore della pratica in questa operazione colturale, che deve essere eseguita in modo particolarmente scrupoloso.

Finalità della potatura artificiale

Un obiettivo importante della selvicoltura nella foresta a vocazione economica è la produzione del legno pregiato. Nei soprassuoli idonei gli alberi di valore devono essere favoriti presto e in modo sistematico. Con misure adeguate, già in occasione dell’impianto del soprassuolo e più tardi durante gli interventi colturali, la qualità del fusto di un albero può essere migliorata. Un presupposto importante per la qualità del legname è rappresentata da un fusto privo di rami. Per la produzione di legname di qualità, la potatura naturale e la spalcatura artificiale assumono pertanto una notevole importanza.

Un po' di storia della potatura artificiale …

Gli obiettivi e le finalità della potatura artificiale, vale a dire dell’eliminazione manuale o meccanizzata dei rami di un albero ancora in piedi, hanno subito molteplici cambiamenti nel corso del tempo. Le prime descrizioni scritte della pratica della potatura allo scopo di migliorare la qualità di tronco di un albero sono rintracciabili in un testo di Hans Hausrath dedicato alla «storia della selvicoltura tedesca». Questo documento, scritto nel 1349, riporta un’espressione latina che dice "arbores dictas eckbome tenebuntur purgare et meliorare ad usum predicti ...", concetto che letteralmente può essere tradotto con "è preferibile purgare gli alberi per migliorarne le possibilità d’uso ... ".

Numerosi regolamenti forestali risalenti 16° e al 17° secolo contenevano norme che prescrivevano gli interventi colturali da attuare. Questi provvedimenti servivano a promuovere la crescita di querce ed altre specie latifoglie piantate a spaziatura ampia, favorendone la costituzione di fusto con una forma migliore. Durante il 18° secolo le tecniche della potatura vennero applicate anche agli alberi di conifere. I rami su alberi di conifere o di latifoglie ancora in piedi venivano eliminati anche per altre ragioni: in molte regioni i rami asportati rappresentavano una fonte di energia, importante laddove vi era carenza di legna da ardere. Secondo le cronache di allora, un "Klafter" (ndt: unità di misura del legname tagliato simile allo stero e corrispondente ad un "braccio cubo") di legna da ardere nel 1853 costava ad esempio da 14.- a 16.- franchi, cifra equivalente al salario giornaliero di 10 operai che lavoravano in fabbrica.

Inoltre, nel passato, i rami tagliati venivano utilizzati per produrre fogliame di foraggio o materiale da lettiera, ed anche per creare decorazioni intrecciate o per fabbricare delle ramazze. Oltre a questi impieghi, ancora assai diffusi durante la prima parte del 20° secolo, la potatura dei rami veniva eseguita sugli alberi forestali a scopi selvicolturali, per sfoltire le chiome degli alberi senza eliminare il soprassuolo accessorio, allo scopo di portare maggiore luce a livello del suolo, favorendo così la rinnovazione presente. Grazie a questo tipo di intervento era inoltre possibile ridurre il rischio di incendi di bosco. Purtroppo una potatura troppo forte ed eseguita in malo modo finiva spesso per compromettere la qualità del legname prodotto. Per tale motivo l'interesse per la pratica della potatura artificiale subì un ridimensionato che durò alcuni decenni.

La potatura ridivenne un tema forestale di attualità durante i periodi dal 1860 al 1890 e dal 1920 al 1940. A seguito della seconda guerra mondiale e dei suoi effetti negativi sulle foreste queste tecniche conobbero un nuovo declino. A partire dal 1965 il rinnovato interesse per la produzione di legname pregiato fornì nuovi argomenti in favore della potatura, evoluzione rafforzata dai danni provocate al patrimonio boschivo dalle tempeste Vivian (1990) e Lothar (1999). Proprio l’evento catastrofico Lothar provocò la distruzione di grossi volumi di legname qualità, la cui immissione sul mercato è attualmente piuttosto carente. In occasione della creazione di nuovi impianti forestali è pertanto auspicabile prestare particolare attenzione alla necessità di garantire anche per il futuro la produzione di legname di prima qualità.

Contenuti del testo didattico

Lo strumento didattico dedicato alla "potatura" è organizzato in due parti distinte. La prima contiene una serie di capitoli che trattano le seguenti indicazioni di base:

  • Scopo della potatura
  • Cenni storici sulle tecniche di potatura
  • Modalità di crescita dei rami
  • La potatura naturale è prioritaria
  • Potatura artificiale
  • Quando eseguire la potatura?
  • Potatura sul secco e potatura verde
  • Scelta dei soprassuoli e degli alberi da sottoporre a potatura
  • Fino a quale altezza potare?
  • Esecuzione accurata e nella posizione idonea del taglio di potatura
  • Preparazione del lavoro e istruzione del personale
  • Documentazione
  • Sicurezza sul lavoro ed ergonomia
  • Tempi necessari per le operazioni di potatura e relativi costi
  • La potatura artificiale è redditizia (esempi di calcolo del rendimento economico)
  • La potatura artificiale delle principali specie arboree
  • Evoluzione del legname di qualità dopo la potatura

La seconda parte è dedicata alla descrizione degli attrezzi e dei macchinari e anche dei procedimenti utilizzabili.

 

Traduzione: Fulvio Giudici, Camorino

Ordinazione

La pubblicazione (in lingua tedesca) è stata rinnovata e può essere ordinata presso il centro di Coordinazione e di Documentazione per la formazione forestale CODOC:

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