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Autore/i: Monica Kaiser-Benz (Büro Oeconformica / Amt für Wald Graubünden)
Redazione: WSL, Svizzera
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La formica rufa – biologia e importanza per il bosco

Nel nostro paese la Formica rufa è una delle specie più rare e minacciate. Essa contribuisce al miglioramento delle caratteristiche dei suoli forestali, diffonde i semi delle piante ed è in grado di rimuovere i cadaveri di animali, evitando pure le infestazioni di altri insetti nocivi. Inoltre, vista la sua notevole abilità nel costruire nidi, è una specie interessante da osservare.

Geflügeltes Ameisen-Weibchen
Figura 1 - Esemplare di Formica rufa regina alata su uno stelo erbaceo.
Foto: Monica Kaiser-Benz
 
Kopf eines geflügelten Ameisen-Weibchen
Figura 2 - La parte anteriore del torace di una formica regina.
Foto: Beat Wermeliinger (WSL)
 
Ameisennest im Gebirgswald
Figura 3 - Nido di formica ben soleggiato composto da aghi di abete rosso e abete bianco oltre cha da pezzettini di legno e rametti in una foresta di montagna.
Foto: Beat Wermeliinger (WSL)
 
Nido di formica

Figura 4 - Tutte le specie di Formica rufa costruiscono con maestria dei nidi piuttosto ragguardevoli, in genere attorno a vecchie ceppaie o tronchi. (per ingrandire l’immagine clicca qui)

 
Verpflanzung eines Ameisennests
Figura 5 - Se un nido è minacciato da interventi edili, con l’aiuto di personale specializzato e richiedendo un’autorizzazione ufficiale è possibile trasferirlo altrove.
Foto: Monica Kaiser-Benz
 
Grünspecht auf Nahrungssuche auf einer Wiese
Figura 6 - Il picchio verde si nutre per di formiche oltre il 50% della propria alimentazione. Specie in inverno è in grado di arrecare grossi danni ai nidi.
Foto: Doris Hölling
 

Come le api e i bombi, le formiche sono uno degli ordini appartenenti agli imenotteri. Al mondo esistono circa 9’000 specie di formiche, delle quali 135 sono state reperite in Svizzera. Sette di queste specie sono riunite nel gruppo delle formiche rosse (Formica rufa). A livello Svizzero tutte assieme si trovano solo nel Cantone dei Grigioni. Le specie Formica aquilonia e Formica paralugubris sono presenti solamente nella Valle Monastero e in Engadina, le altre 5 specie si trovano in tutto il Cantone.

La specie del gruppo Formica rufa si differenziano tra l’altro dalla scelta sella stazione sulla quale edificano il proprio nido. La Formica rufa più piccola e la Formica rufa dei ceppi si insediano generalmente nel bosco, al margine del bosco oppure dove nelle siepi. Le formiche scure nei prati, mentre le altre tre specie vivono piuttosto nei boschi di montagna. Le specie forestali vivono specialmente nei boschi di conifere e di latifoglie ma a volte si trovano pure al di sopra del limite superiore delle foreste, a oltre 2’400 metri di quota.

I nidi delle formiche – piccoli capolavori di edilizia e di organizzazione sociale

Le formiche vivono in colonie poiché come singoli individui non sarebbero in grado di sopravvivere. Le formiche presentano tre forme differenti: le lavoratrici, le femmine e rispettivamente regine e i maschi (fuchi).

Al centro del nido si trova la regina. Essa è più grossa delle lavoratrici. Le regine giovani possiedono ali e sono le femmine addette alla riproduzione. Nei nidi della specie più grossa di Formica rufa si trovano in genere una o alcune regine, mentre nei nidi delle piccole formiche possono esserci anche alcune centinaia di regine. La maggior parte delle colonie di formiche sono formate dalle lavoratrici prive di ali. Esse, oltre che deporre le uova, svolgono tutti le mansioni principali: costruzione del nido, raccolta del cibo, nutrimento delle regine e delle covate, oltre che occuparsi della difesa. I fuchi in genere sono neri e sono sempre alati: vivono solo in primavera e all’inizio dell’estate e sono più grossi delle lavoratrici, ma più piccoli delle regine.

Il nido spesso viene costruito attorno a un tronco o a una ceppaia. Il cumulo di aghi rappresenta solo la parte sopra al terreno e quindi visibile del nido. La maggior parte del nido non è visibile trovandosi sotto terra. Nei luoghi soleggiati, in genere, i nidi sono più piccoli e piuttosto piatti per non essere troppo riscaldati. Nelle zone più ombreggiate essi sono più grossi e in genere piuttosto alti e ripidi. Per costruire la cupola, le lavoratrici raccolgono aghi di abete rosso e bianco, pezzetti di legno e rametti. Essi sono in grado di portare un carico equivalente a circa sei volte il proprio peso (il peso di una formica è in genere tra i 7 e i 10 milligrammi).

All’interno dei nidi si trovano numerose camere nuziali. Sulla superficie ci sono dei pertugi di entrata e di fuoriuscita, che in caso di pioggia o di freddo vengono chiusi. Se il tempo è caldo le aperture possono essere allargate per poter meglio ventilare il nido

In primavera, quando il sole incomincia a scaldare, inizia pure la vita all’interno della colonia. Le lavoratrici si riscaldano sulla cima del nido e trasportano questo calore all’interno dello stesso. Inoltre esse riparano i danni subiti dal nido durante l’inverno.

Le formiche comunicano chimicamente

La comunicazione tra le formiche avviene specialmente grazie alle antenne e alle numerose sostanze olfattive che le formiche secernono da diverse ghiandole. Su ogni singola antenna di una formica si trovano all’incirca 2’000 cellule sensoriali che sono in grado di riconoscere le sostanze odorose e le tossine presenti nel nido, e inoltre di misurare le temperature e la circolazione dell’aria presenti nel nido. La buona capacità di visiva permette loro di orientarsi con il sole e di marcare i percorsi utilizzati durante gli spostamenti.

La riproduzione delle formiche

Le formiche sono colonie gestite dalle femmine. Le regine svolgono il solo compito di deporre le uova. In primavera esse depongono le uova fecondate dalle quali si sviluppano le femmine e quelle non fecondate dalle quale si sviluppano i fuchi. All’incirca cinque settimane dopo la deposizione delle uova fuoriescono le formiche sessuate che si spostano verso la superficie del nido. Assieme intraprendono il volo nuziale accoppiandosi con le femmine. In seguito i maschi muoiono.

Le giovani regine perdono le loro ali e formano quindi il nuovo nido oppure s’insediano all’interno di un nido pre-esistente. Le riserve di seme delle femmine servono per tutta la loro vita. In estate le regine depongono solo uova fecondate, dalle quali si sviluppano le lavoratrici. Dopo due settimane fuoriescono le piccole larve, che non possiedono né occhi, né tantomeno zampe e antenne. Esse sono curate e nutrite dalle lavoratrici fino a quando s’impupano. Dalle pupe fuoriescono le giovani lavoratrici. Le pupe svuotate e gli altri residui sono espulsi e depositati al di fuori del nido.

Protezione e diversità delle specie nel bosco

Le formiche rosse si nutrono principalmente di melata, di nettare dei fiori e di insetti. La gran parte dell’alimentazione carnivora consiste in animali vivi come altri insetti, ragni oppure vermi. La Formica rufa consuma pure carcasse di animali ed è quindi considerata come lo “spazzino del bosco”. Il suo territorio di caccia in genere si estende fino a un massimo di 50 metri dal nido, area corrispondente a circa un ettaro. Una grossa popolazione, durante un anno di vita, può essere in grado di produrre all’incirca 200 litri di melata e di divorare fino a 28 chilogrammi di insetti. Tra di questi si trovano molte piante d’insetti che si nutrono di piante e che in caso di pullulazioni potrebbero infestare e danneggiare il bosco. In tal modo le formiche rosse contribuiscono alla conservazione del bosco.

I semi di molte piante possiedono una specie di pendaglio ricco di nutrimento chiamato “Elaiosom”, che le formiche mangiano molto volentieri. Gli insetti mordono questo ciondolo, perdendo così i semi durante il cammino di ritorno verso il nido, oppure lo abbandonano a terra, cosicché i semi delle piante vengono dispersi contribuendo all’aumento della diversità delle specie del bosco. Questo processo rappresenta peraltro un arricchimento dal profilo della disponibilità alimentare per la fauna selvatica. Le piante diffuse dalle formiche in questo modo sono ad esempio le violette silvestri, la colombina cava (Corydalis cava), il sigillo di salomone, l’anemone dei boschi e l’erba melica (Melica nutans). I boschi più poveri di formiche sono anche più poveri di queste piante.

Pericoli e misure di protezione

25 specie di uccelli che mangiano insetti fanno parte dei nemici delle formiche: tra questi spicca il picchio verde (figura 6) e il torcicollo. Le formiche si difendono efficacemente dai loro nemici utilizzando l’acido formico che emettono da un’apposita ghiandola e che sono in grado di spruzzare fino a un metro di distanza. Contro l’uomo questo strumento di difesa non è comunque sufficiente.

Le catastrofi naturali come le colate detritiche, le frane, gli incendi e le tempeste sono in grado di decimare le popolazioni delle formiche, ma di regola solo a breve termine. E’ tuttavia l’uomo la minaccia numero uno delle formiche, legata alla costruzione di strade, all’ampliamento delle zone edificate e a altre forme di utilizzazione degli habitat

normalmente occupati dalle formiche. Anche la disattenzione nei lavori forestali e le manipolazioni dei nidi da parte di curiosi possono disturbare o danneggiare i nidi, oppure modificare il clima all’interno degli stessi, impedendo alle formiche di svilupparsi. I lavori di costruzione di ogni genere possono danneggiare le formiche o compromettere i loro habitat, rendendoli inadatto per le formiche.

Una selvicoltura naturalistica presta attenzione al mantenimento di questo importante habitat ricco di specie di piante e animali, tra i quali troviamo pure le specie di formiche rare e minacciate. Queste hanno bisogno di ambienti dove i raggi del sole possano raggiungere il terreno e nei quali subiscano dei disturbi da parte dell’uomo che siano ridotti al minimo. I forestali possono favorire la penetrazione della luce fino al suolo. Anche nella costruzione di strade e di piste e nell’abbattimento e nell’esbosco degli alberi, oppure nella creazione di aree di svago o per grigliate è indispensabile prestare attenzione alla presenza di nidi di formiche.

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